Abruzzo: centrodestra? Confusi e felici. E volano gli stracci tra Di Stefano (FI) e Tavani (FdI)

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Non c’è pace in terra che fu fascista. Mentre Silvio si coccola tra lesbiche e transgender, il suo centrodestra va in frantumi per questioni mai risolte.Vecchi e nuovi dirigenti se ne danno di santa ragione. E, come se non bastasse, arrivano le prime cannonate anche dai pacifici (fino a poche ore fa) Fratelli d’Italia.

Lo scioglimento della Casa delle Libertà non è bastato a metter pace tra i destrorsi. Forza Italia, Nuovo centro Destra e Fratelli d’Italia si fanno la guerra anche da divisi. Un conflitto con un retrogusto un po’ amaro, fatto di polemiche e rancori, che partono dai livelli nazionali fino alle periferie metropolitane.

Poi c’è un personaggio come Angelino Alfano che riesce a dichiararsi guerra e ad abbattersi da solo, prima con la storia della circolare ai prefetti, poi dichiarando che “Forza Italia è un Ogm“. Lo dice lui che ha formato un partito geneticamente modificato tra i banchi parlamentari. Lui, l’angelo del sud, che ci ruba pure le definizioni.

Dalle polemiche nazionali a quelle locali il passo è breve. Brevissimo. Vuoi per i vari incontri che si succedono in Abruzzo organizzati dai vari schieramenti e/o correnti, vuoi per il numero di parlamentari e/o ex dirigenti che si insultano sui social network.

L’occasione, l’ultima, è stata quella delle elezioni provinciali. Il partito della Meloni ha cavalcato l’onda della protesta invitando i suoi amministratori a non partecipare alle “elezioni farsa” del rinnovo delle Province. Apriti cielo. Tra il deputato abruzzese di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, e il portavoce provinciale di FdI, Antonio Tavani, volano gli stracci su Facebook.

“Mi spiace dover constatare – scrive Di Stefano – che il mio amico Antonio Tavani, cui mi lega un rapporto di famiglia e di esperienze politiche e non solo, vissute insieme, ogni tanto perde quella lucidità politica che gli riconosco e si lascia andare ad analisi politiche intrise di livore e rancore, sentimenti che non favoriscono una lucidità nelle valutazioni”. Il riferimento è alle recenti elezioni svoltesi per il rinnovo delle Province e alla mancata elezione a consigliere del sindaco di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli. Una velata accusa di irresponsabilità da parte di alcuni militanti di Forza Italia nei confronti dell’ex vice presidente della Provincia che, con la campagna del ‘non voto’, avrebbe portato alla sconfitta del centrodestra su tutte le Province.

Proprio lei vuole impartire lezioni di coerenza al Sindaco di Paglieta Nicola Scaricaciottoli? Lei? Antonio Tavani? Che, eletto nel 2009 alla Provincia di Chieti, non si è dimesso da Vicepresidente della Provincia pur avendo cambiato partito (passato a Fratelli D’Italia)?” scrive una militante di centrodestra sul profilo Facebook di Tavani. “Dopo la vittoria del Sindaco Scaricaciottoli a Paglieta, non tanto accordi preelettorali – scrive in un comunicato FdI –  il rispetto per il risultato dei paglietani avrebbe suggerito a Scaricaciottoli di chiamare in giunta un nostro esponente” scrivono in un comunicato Etelwardo Sigismondi, dirigente nazionale e Antonio Tavani. “Il Sindaco fece altre scelte – aggiungono – che quegli uomini e i vertici provinciali di FDI-AN hanno rispettato con lealtà e senso di appartenenza ad un progetto. Non permettiamo al Sindaco di parlare a noi di tradimento, votando AVREMMO TRADITO I NOSTRI ELETTORI!!“.

Per Di Stefano, però, FdI ha colto “solo una parte di un mio comunicato estrapolandolo dal resto”. Per il deputato “La partita era difficile e nonostante un’astensione che “a Chieti per fortuna qualcuno ha trovato qualcuno più coscienzioso che è andato a votare” ha aggiunto Di Stefano “il risultato è stato comunque contenuto in termini accettabili”. Ed è “evidente che nelle piccole realtà, come auspicavamo candidando Scaricaciottoli, un sindaco di una realtà minore che sul campo ha dimostrato capacità amministrativa e consenso, siamo riusciti a recuperare un congruo consenso anche nel centrosinistra”.

Quindi sulla questione delle sconfitte su Vasto e Ortona, Di Stefano va giù duro su Tavani:”tu firmi il comunicato con chi nella sede di Vasto del partito ha sottoscritto una candidatura a Sindaco, salvo poi, subito dopo, ma solo dopo, dire che non era la più idonea……..e non continuo! Quanto poi a dare lezioni di coerenza a Nico, suvvia Antonio! Nico e’ sempre stato dalla stessa parte sia perdente che vincente!!! Avremmo dovuto blindargli il seggio come consigliere? È’ vero si poteva fare, come lo facemmo con te, e così pure quando ti nominammo vice presidente di quella provincia che adesso hai snobbato, ma nella quale hai mantenuto la carica, pur avendo cambiato per due volte partito, senza fare come il sindaco di Francavilla che al CAL ha restituito al Pd ( dimettendosi) l’incarico che il Pd gli aveva affidato.”

E la risposta dell’ex vice presidente della Provincia di Chieti non tarda ad arrivare:”ho solo fatto critiche politiche, rispondendo a ‘uscite’ pubbliche tua, di Nico e di qualcun altro che adesso ha imparato ad usare la stampa ‘nemica’ (grazie a parenti di parenti di parenti di amici…), ma guarda caso la usa solo per colpire……probabili futuri (come di tu) o ex alleati MA SEMPRE LEALI.” E in merito alle blindature aggiunge:”Non so se qualcuno mi ha blindato qualcosa nella vita, considerato i sacrifici che continuo a fare ogni giorno direi di no. So però che non avendo chiesto mai nulla per me (questo potrai confermarlo pubblicamente?) ho ripagato con lealtà e lavoro la fiducia di chi mi ha candidato eletto e sostenuto. Non togliendo mai nulla a qualcun altro. Sono andato via dal PDL quando malgrado la estrema necessità di discussione che animava invece AN e quel tavolo di giovani amministratori”. L’intervento di Tavani si conclude con:”Un abbraccio sincero, come quello che spesso, fuori dalla politica, ci siamo scambiati proprio nei giorni dei morti che si stanno avvicinando.  

ZdO

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