Abruzzo e monnezza: Cirsu ignora la sentenza del Consiglio di Stato e la Procura di Teramo non sembra interessata alla questione

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La potenza di fuoco del Consorzio Intercomunale Rifiuti Solidi Urbani, a quanto pare, non teme nemmeno le sentenze del Consiglio di Stato che, nonostante l’abbia condannato ad annullare un appalto di lavori fatta senza la pubblicazione di bando di gara, non ha ottemperato a tale obbligo.

La sentenza è la numero 2255/14 emessa dalla quinta sezione del Consiglio di Stato sul ricorso proposto da Deco s.p.a. e altre società contro Cirsu s.p.a.

 

I FATTI

Le società Deco S.p.a., Ecologica Sangro s.p.a., Edilizia Di Biase s.r.l. e Cericola s.r.l., hanno impugnato gli atti con i quali CIRSU S.p.a., società per azioni a capitale interamente pubblico detenuto dai Comuni di Bellante, Giulianova, Mosciano S.Angelo, Morro D’Oro, Notaresco e Roseto degli Abruzzi per la gestione comune dei servizi pubblici locali, in particolare dei servizi relativi al ciclo dei rifiuti urbani, aveva affidato, senza la pubblicazione di bando di gara, né di avviso o comunicazione relativi al detto appalto, a ECO Macs s.r.l. i lavori di scavo ed opere civili complementari per la realizzazione della discarica autorizzata dalla Regione Abruzzo.

Le opere dovevano essere svolte in località Grasciano di Notaresco, per un importo di euro 1.319.236,55 al netto del ribasso concordato del 17.20%, di cui euro 22.550,00 quali oneri per la sicurezza, e gli atti a questi presupposti. 

 

IL CONSIGLIO DI STATO ANNULLA L’APPALTO

Il Consiglio di Stato, quindi, accoglie le richieste delle società e “annulla gli atti relativi all’appalto di lavori” affidati da Cirsu “a favore di ECO Macs s.r.l.” dichiarando inefficace il “contratto stipulato” tra i due. Inoltre i giudici condannano Cirsu a pagare 10mila euro oltre alle spese accessorie. 

 

CIRSU PROSEGUE COME SE NULLA FOSSE

Il Presidente del Cirsu, Angelo Di Matteo, a soli 10 giorni dalla  sentenza, pubblica sulla gazzetta ufficiale l’intenzione di stipulare il contratto di appalto degli stessi lavori di completamento degli scavi proprio ad Ecomacs srl. Gli escavatori riprendono i lavori non tenendo conto della sentenza del Consiglio di Stato. L’ambientalista Di Matteo, il RUP, il Direttore dei Lavori, oltre che i rappresentanti di Ecomacs srl, si sono dunque resi responsabili di illeciti penalmente rilevanti.

 

 

 

 

I GIUDICI INTERVENGONO NUOVAMENTE

Visto il comportamento di Cirsu il Consiglio di Stato è intervenuto nuovamente imponendo con un Decreto inibendo, vista l’estrema gravità della cosa, la stipula del contratto tra Cirsu ed Ecomacs e fermando, di fatto, i lavori illecitamente riavviati.

È possibile tutto ciò? È possibile che nessun organo istituzionale intervenga?

 

IL DECRETO CAUTELARE DEL CONSIGLIO DI STATO

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