Abruzzo e monnezza/Cirsu, parla un operaio:”non ci arrenderemo e non ci faremo intimidire da nessuno”

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È grande la vergogna per gran parte degli abruzzesi per ciò che sta accadendo intorno alla discarica di Grasciano (Te). Un intreccio tra politica, affari di cui se ne sa poco o nulla per via di un clima omertoso che gira intorno alla vicenda. Cirsu, ovvero un’azienda pubblica che può operare in deroga a qualsiasi legge a quanto pare.

Tutti in silenzio sulla vicenda. Restano muti i vertici del Consorzio. Muti i politici, i dirigenti della Regione e, soprattutto, Franco Gerardini nominato dal 2005 al vertice del servizio Gestione Rifiuti.

Gli unici a non restare in silenzio sono gli operai ex Sogesa che dalla scellerata gestione politica hanno avuto solo sberle in faccia.

di Antonio Del Furbo

 

 

Qual è stato il suo percorso lavorativo?

Mi chiamo Fausto Contrisciani e ho lavorato per 14 anni per un’azienda del gruppo Zucchi a Notaresco, poi in un’azienda di impianti industriali, e dal 2003 in Sogesa.

 

Da quanto tempo siete senza lavoro?

Siamo in Cig dal marzo 2011 una parte, poi da giugno 2012 tutti i lavoratori

 

Che idea si è fatto del caso Cirsu?

In principio, parlo del 1990, l’idea di consorziare i comuni per la gestione dei rifiuti era ottima. Le lavorazioni che si facevano in Cirsu permettevano di trattare i rifiuti in maniera corretta e potevano portare ad un abbattimento dei costi di smaltimento, purtroppo col passare del tempo e con le gestioni che si sono succedute dal 2000, anno delle società pubblico privato, in poi hanno portato al fallimento prima di Sogesa nel 2012 e di conseguenza, se non ottempereranno agli impegni presi, porteranno anche Cirsu al fallimento.

 

Cosa non è ancora venuto fuori dal caso Cirsu?

Secondo noi gli organi competenti devono indagare sia sul fallimento di sogesa sia sul metodo di gestione ambientale in cui si trova l’impianto. Le responsabilità vanno accertate non si deve dimenticare che ci sono dei responsabili per tutto quello che è successo sia ai lavoratori e sia per l’ambiente, non scordiamoci che ci sono degli avvisi di garanzia emessi dalla magistratura per reati ambientali.

 

Chi poteva fare qualcosa e non l’ha fatto?

Il sindacato gia dal 2005, anno in cui abbiamo portato il sindacato in Sogesa, ha cominciato a denunciare le cose che non andavano all’interno dell’impianto. Abbiamo fatto sia comunicati stampa che affissioni in bacheca in cui si facevano domande sulla gestione di Sogesa, queste domande venivano rivolte sia al Cda sia al Cirsu sia ai soci proprietari. Le risposte che avevamo erano solo di natura generica, evidentemente chi doveva e poteva fare qualcosa per salvare il salvabile non l’ha voluto o potuto fare!

 

Secondo lei perché ai Di Zio non è stato permesso di entrare in Cirsu?

Il gruppo Deco partecipava come quota privata in A.i.a. che a sua volta aveva il 49% di Sogesa quindi Cirsu aveva il 51 % e Aia il 49%. Questo fino al novembre 2011, mese in cui Cirsu fa una transazione con Aia e acquisisce il 49% (circa 2.500.000 euro) di Aia diventando proprietario di Sogesa al 100%! Ricordiamo che poi una volta acquisita Sogesa, il Cirsu stesso il giugno 2012 porta i libri di Sogesa in tribunale decretandone il fallimento.

 

 In quanti siete senza lavoro?

Ad oggi siamo in Cig – deroga ed è esattamente da gennaio 2013 che la regione non eroga tramite l’Inps la Cig, per noi è la Tercas che anticipa la Cig mensile, questo fino al 31 agosto. Attualmente siamo in 53, che al momento del licenziamento, quando sarà, circa 11 andranno in aspi e il restante verrà collocato in mobilità.

 

Chi ha rovinato Cirsu e Sogesa?

Parlare di rovina è poco, io direi che qui qualcuno ha giocato è sta giocando sulla pelle sia dei cittadini sia dei lavoratori e sia dell’ambiente. L’incompetenza e l’arroganza l’hanno fatta da padrona all’interno di queste società.

 

Quanto c’entra la politica in questa vicenda?

Il ruolo della politica è stato predominante e ancora continua ad esserlo, le nomine di chi doveva gestire il tutto sono state fatte in base al colore delle tessere politiche e non in base alle conoscenze tecniche e amministrative, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti! Voglio solo aggiungere che i lavoratori ex Sogesa manifesteranno tutto il loro disappunto in tutte le sedi istituzionali possibili, non ci arrenderemo e non ci faremo intimidire da nessuno!

 

 

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