Abruzzo e monnezza: l’isola felice del Cirsu

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Qualcuno crede sia successo qualcosa dopo le denunce fatte sul caso Cirsu? Assolutamente no. Almeno fino ad ora. D’altronde cosa volete che sia una sentenza del Consiglio di Stato che impone ad un Consorzio pubblico l’annullamento di contratti stipulati con una società privata che, a quanto pare, continua ad operare nella discarica?

Ci saremmo aspettati quantomeno l’intervento della magistratura e la presenza sul luogo di qualche imbonitore politico ma, purtroppo, nulla di tutto questo è apparso davanti agli occhi del cittadino contribuente. 

Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa il neo presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, di una vicenda degna di una fiction all’italiana. Se per un attimo mister president smettesse di partecipare a tavolate, banchetti e riunioni di condominio e volgesse lo sguardo a ciò che sta accadendo in territorio teramano, probabilmente molti cittadini gliene sarebbero grati. In primis i lavoratori messi alla berlina da accordi aziendali scellerati. 

Sarebbe interessante, ad esempio, se D’Alfonso cercasse di capire come mai il Presidente del Cirsu, Angelo Di Matteo, a soli 10 giorni dalla  sentenza, pubblicò sulla gazzetta ufficiale l’intenzione di stipulare il contratto di appalto degli stessi lavori di completamento degli scavi alla Ecomacs srl. Altrettanto interessante sarebbe capire come mai il Consiglio di Stato è dovuto intervenire nuovamente per imporre con un Decreto l’inibizione dei lavori che stavano continuando nella discarica di Grasciano. 

Sempre se non lo disturbiamo troppo, il presidente potrebbe anche spiegarci come mai il dirigente della Regione Abruzzo del Servizio Gestione dei Rifiuti, Franco Gerardiniha permesso a Cirsu di operare per mezzo di una fideiussione apparentemente farlocca. Ci piacerebbe saperlo, se non altro, perché lo stipendio di Gerardini lo paghiamo noi e non può permettersi di rimanere in silenzio su una vicenda così importante.

Sarebbe altrettanto interessante capire il motivo dell’assoluto silenzio dei sindaci del Cirsu che, con questo atteggiamento omertoso, permettono uno squallido spettacolo.

Caro presidente, per caso è a conoscenza di fatti che vorrebbero agevolare l’ingresso in Abruzzo di gruppi di potere per la gestione della monnezza? La sua è una giunta snella (a quanto pare) speriamo si occupi del caso altrettanto velocemente.

Antonio Del Furbo

 

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