Abruzzo, niente contributi a hotel con immigrati: la destra propone modifica alla legge. Forconi (Fn):”Ci siamo anche noi”

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Dall’Abruzzo, dunque, nasce un laboratorio organizzativo e politico per far fronte all’invasione di immigrati e disicentivare le strutture turistiche a partecipare a bandi per accogliere i profughi.

Lo definiscono “trend innaturale” quello a cui alcuni titolari di alberghi si sono affidati per risollevare le proprie sorti economiche. E queste scelte non farebbero altro che martoriare ancor di più la già disastrata economia locale.

Per questo alcuni consiglieri di Montesilvano (Pe), che rappresentano tutta l’area di centrodestra da Fratelli d’Italia a Noi con Salvini, hanno proposto una modifica della legge regionale per escludere dai pubblici contributi tutte le attività che accolgono gli immigrati. In particolare si parla della legge 77 del 2000.

Per i proponenti la modifica da apportare comprenderebbe l’aggiunta di un paio di righe:

resta inteso che le agevolazioni di cui al presente comma, possono essere concesse esclusivamente qualora il fatturato o il ricavato dell’attività ricettiva degli ultimi tre anni sia integralmente derivante dall’attività turistica. Nel fatturato o ricavato non sono computate le entrate maturate per motivi riconducibili ad esigenze di ordine e di sicurezza pubblica e di specifici provvedimenti comunitari propinati con bandi prefettizi”.

Ai lavori ha dato piena disponibilità anche il leader di Forza Nuova Abruzzo, Marco Forconi:Assicuro la mia presenza, e ringrazio il consigliere Aliano, perché è giunto il momento di concentrare in maniera unidirezionale le forze verso lo stesso obiettivo.”

Forconi, che già è sceso al fianco di Forza Italia durante il banchetto per la raccolta firme davanti all’hotel Holidays che ospiterà 100 migranti, combatte una guerra anche contro il mercato etnico dei senegalesi.

Non c’è dubbio che l’iniziativa del popolo di destra sia partita in seguito ai sempre più numerosi alberghi che stanno aderendo alla proposta di cooperative che gestiscono le autorizzazioni delle prefetture. L’ultimo caso è quello dell’hotel Holidays, appunto.

Pescara, albergatore:”Gli immigrati li accogliamo per umanità”. Salvini:”Vi auguro di fallire”

Sulla vicenda c’è stata molta polemica anche in seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano il Centro da cui uno dei titolari, Mirko Giannandrea, che teme la rovina del patrimonio familiare alle porte della stagione balneare.

Ora, per motivi di ordine pubblico, la sua struttura per quasi un anno non potrà ospitare turisti. L’ordine è stato impartito dalla prefettura. E lo sfogo del titolare pare sia arrivato solo quando si è accorto di questa clausola:all’inizio la Polis ci aveva chiesto la disponibilità di pochi posti letto, garantendo che la nostra struttura avrebbe comunque potuto continuare l’attività turistica e ricettiva. Ma poi ci hanno comunicato che i profughi saranno cento e che l’albergo dovrà essere riservato esclusivamente agli immigrati, non essendo consentita dalla Prefettura la promiscuità”.

I timori ora pare siano rientrati. L’Holidays, per l’intera operazione, intascherà 250mila euro.

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