Abruzzo, politici e porci

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Mi è giunta voce che a qualche collaboratore di Zone d’ombra siano arrivate delle minacce da parte di alcuni politici abruzzesi. A dir la verità la cosa non è nuova e non ce ne siamo mai preoccupati. Però a volte, questa gentaglia, bisogna metterla in guardia.

E cominciamo subito. Ai servi di destra e sinistra dico molto chiaramente che da queste parti la politica non ha infettato nessuno. Nessuno è suddito né dell’apparato di destra né di quello di sinistra. Il lavoro della prostituzione politica non ci ha mai appassionato. Calarsi le brache senza se e senza ma davanti al potente di turno non è un bello spettacolo. E, in questo periodo, di prostituti e prostitute ne stiamo vedendo tanti, troppi. Non scendiamo a patti con la finta rivoluzione dei tribunali o delle cosiddette associazioni ambientaliste. Non amiamo i moderati perché, a nostro giudizio, sono troppo moderati. Non ci piacciono i grillini quando, da un lato parlano di De Andrè e poi sposano le linee giustizialiste dei magistrati. Le forche e le galere, insieme ai giudici e magistrati, non sono state mai la nostra passione. Diciamo che ci provocano conati di vomito. Giusto per essere chiari. La soluzione dell’Italia non è la magistratura. Non sono le galere. Non è la repressione. Quando mai un tribunale o dei giudici hanno portato valore aggiunto ad una nazione? E che giustizia è questa che tratta con i camorristi e fa impiccare gli usurati di Equitalia? Che condanna alle sbarre blogger e giornalisti? La nuova moda è il ‘magistrato garante’. Sono stati eletti ex magistrati per salvare la nazione e che non hanno combinato nulla (vedi Napoli con De Magistris). 

In mezzo a questo popolo di creduloni e di prostituti ci siamo anche noi. E altri come noi. Che non scendono a patti con personaggi della più becera politica. Falsi rappresentanti dell’interesse pubblico. In Abruzzo, dove il 25 maggio si voterà per le regionali, il mondo della politica è in fibrillazione. Sono preoccupati. Hanno i nervi tesi.  E ci mancherebbe. Se chi ha governato dovrà cedere il posto saranno cazzi. Ma se resterà saranno cazzi per chi sarebbe dovuto entrare. Carrozzoni da ricostruire, elettori da sistemare, caso Rai da risolvere. E ci mancherebbe non preoccuparsi dell’organo di partito Rai regionale. Che ora, per i dipendenti scesi in piazza a darsi fuoco è diventato problema di tutti quando per anni è stato interesse di pochi. 

A noi le velate  minacce non c’intimidiscono. A noi i porci di destra e sinistra non ci fanno paura. I candidati di destra e sinistra non passano qui. Se la politica è sangue e merda zone d’ombra è cazzotti e pistole.  

Occhio ‘raccontatori’ di balle: la dignità non ha valore. Per noi.

Antonio Del Furbo 

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