Abruzzo: quell’intreccio tra informazione, politica e imprenditoria

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Il Fatto lo ha definito il “damo di compagnia” della famiglia dei Toto che mirano ad accaparrarsi il quotidiano Il Centro e risponde al nome di Luciano D’Alfonso. Oltre l’amicizia altri interessi?

Carlo Toto, per intenderci, è lo stesso che nel 2008 ha salvato Alitalia ed è proprietario della Strada dei Parchi, ovvero concessionario della A24 Roma-Teramo e la A25 Roma-Pescara.

“Appalti, viaggi insieme (pagati da Toto), inchieste e processi” scrive il quotidiano che si chiede:“chi meglio di un amico come l’editore del maggiore quotidiano abruzzese, dopo che il gruppo Espresso ha deciso di vendere Il Centro per problemi di antitrust in vista dell’operazione Stampubblica?” 

D’Alfonso, intanto, si aggirerebbe tra ministeri ed enti locali per fare in modo che l’amico riesca ad ottenere l’appalto di 5,7 miliardi di euro per la messa in sicurezza dell’autostrada che ha in concessione. Gallerie e varianti con “colate di asfalto in un paio di parchi naturali”. La volontà è quella di ridurre la percorribilità di 30 km per avere, poi, 54 gallerie e 161 viadotti passanti per la riserva naturale delle Gole di San Venanzio e il parco Velino-Sirente.

Un progetto che non piace a Graziano Delrio nonostante “il damo” abbia istituito una commissione ad hoc per serrare i rapporti con il ministero. Oltre a questo, ci sarebbero problemi di rischio sismico:“il progetto dovrebbe intersecare tre faglie attive” secondo il geologo dell’Ingv Fabrizio Galardini. Secondo il giornale Toto, con questa operazione, otterrebbe la cosa che più gli interessa, ovvero la proroga della concessione autostradale fino al 2050. 

Al presidente della Regione, probabilmente, farebbe comodo un giornale per amico tant’è che il gruppo Toto, insieme ad altri tre pretendenti, ha lanciato la sua candidatura per l’acquisto del giornale locale Il Centro. Oltre a Toto si batte per la corsa all’acquisto anche Luigi Pierangeli, ras delle cliniche private abruzzesi che possiede l’emittente Rete 8; Caltagirone che possiede, tra l’altro, Il Messaggero; Angelucci, editore di Libero e il Tempo.

Considerando che l’informazione televisiva abruzzese è praticamente sdraiata ai voleri di “Big Luciano” non male se anche il primo quotidiano locale diventasse velina del governatore. 

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