Abruzzo/Rifiuti: un’azienda pubblica (Cirsu) che opera in deroga ad ogni legge

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È il Consorzio Intercomunale Rifiuti Solidi Urbani “oggi società per azioni a capitale interamente pubblico” si legge sul sito ufficiale dell’azienda. Eppure, intorno al Cirsu, nulla appare limpido e cristallino a partire dai documenti che l’apparato si scambia con la Regione.

In questa vicenda in tanti vorrebbero capirci qualcosa ma, a quanto pare, quei pochi che hanno più di una mano in pasta affondata in quest’avventura non vogliono far scoprire il pentolone. Peccato però che qualcuno continui a non arrendersi al clima di omertà e pressapochismo che gira nella regione verde d’Europa e, in barba a tutte le minacce, continui per la propria strada.

 

CIRSU

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Il Consorzio è stato bloccato nel 2012 ed ha avuto l’autorizzazione ad operare per i flussi in uscita dei rifiuti e, in entrata, solo per quelli differenziati. A gestire il Cirsu è la direzione Consortile aquilana che avrebbe dovuto ammodernare l’impianto e renderlo a norma. In questi anni, però, le regole non sono state rispettate visto che, dai comuni aquilani, sono continuati ad arrivare anche rifiuti indifferenziati. Franco Gerardini, dirigente della Regione Abruzzo del Servizio Gestione dei Rifiuti, non si sarebbe accorto di nulla visto che, per un lungo periodo, non ha provveduto ad avvertire, in qualità di ‘controllore’, né la forestale né la procura della Repubblica sulle gravi inadempienze del Cirsu. Inoltre, c’è da aggiungere, che gran parte delle maestranze, ad oggi, continuano a vivere senza stipendi.

 

FEBBRAIO 2014: LA REGIONE AUTORIZZA CIRSU AD OPERARE

Il settore Rifiuti della Regione Abruzzo in un documento a firma di Franco Gerardini, Marco Famoso e Antonio Sorgi, rilasciano al Cirsu l’autorizzazione a poter operare previo adeguamento dell’impianto e presentazione di una polizza fideiussoria. All’articolo 3 del documento si legge:”Entro 30 giorni dalla data di emanazione del presente provvedimento il CIRSU SpA deve trasmettere un’apposita polizza fideiussoria adeguata alla DGR n. 790/2007 e s.m.i. riferita ad ogni linea impiantistica autorizzata con AIA”. Non solo. Tra gli altri impegni e specificatamente all’articolo 7, si legge:”Il perimetro della discarica deve essere idoneamente attrezzato al fine di evitare qualunque fuoriuscita incontrollata di acque potenzialmente contaminate all’esterno della struttura impermeabilizzata”. Peccato che relativamente a quest’adempimento Cirsu in passato ha già avuto problemi con lo sversamento del percolato. E se dovesse riaccadere?

 

CIRSU PRESENTA LA FIDEIUSSIONE, GERARDINI APPROVA CON RISERVA (?)

Dunque arriviamo ai giorni nostri. La Lombard Merchant SpA emette una proposta di fideiussione per “un complesso impiantistico per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti”, quello di Cirsu appunto. Peccato pero’ che la Lombad non è abilitata ad offrire garanzie per il Consorzio in quanto è “Società finanziaria iscritta nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 del Testo Unico Bancario”. Il Dirigente del Servizio Rifiuti della Regione Abruzzo quindi avrebbe dovuto rifiutare la proposta e rispedire al mittente la soluzione. Gerardini, invece, in data 5 maggio invia una missiva alla Banca d’Italia per chiedergli “chiarimenti in merito alla validità della proposta di garanzia prestata”. Gerardini però ha fretta e in data 20 maggio spedisce un’altra lettera alla Banca d’Italia e sollecitarla nella risposta. Il dirigente aggiunge anche un’altra cosa non di poco conto:”Si precisa che la polizza è accettata con riserva, ovvero lo scrivente Servizio si riserva di adottare eventuali atti di revoca della presente all’esito del procedimento attivato presso la Banca d’Italia per verificare la validità della fideiussione di cui trattasi”. La Banca d’Italia risponde a Gerardini il 18 giugno specificando che la “Lombad Merchant Bank SpA non è abilitata a prestare garanzie nella forma tecnica di rilascio delle fideiussioni“. E Gerardini che fa? In data 2 luglio invia a Cirsu una Pec in cui dispone:”che Cirsu spa provveda ad eliminare le inosservanze sopra evidenziate” entro 15 giorni trascorsi i quali “lo scrivente Servizio adotterà nei successivi 10 giorni i provvedimenti di competenza ai sensi di legge”. Perché Franco Gerardini autorizza, oltre a questo, una polizza di ben 1.545.500 euro a fronte dei 4.890.352 euro necessari per legge?

 

ZdO

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