Aca: Big Luciano sponsorizza il marito del magistrato che dovrà giudicarlo

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Luciano D’Alfonso non ci dorme la notte sulle questioni politiche che lo riguardano. Inutile nasconderlo: è il più grande stratega politico regionale. Big ha cominciato a calare i suoi primi assi nella manica: il primo si chiama Massimiliano Papa.

Luciano D’Alfonso non ci dorme la notte sulle questioni politiche che lo riguardano. Inutile nasconderlo: è il più grande stratega politico regionale. Big ha cominciato a calare i suoi assi nella manica: il primo si chiama Massimiliano Papa. Per capire chi è Papa dobbiamo partire dall’acqua e cioè dall’Azienda consortile acquedottistica (Aca). Da qualche giorno Vincenzo Di Baldassarre è il nuovo amministratore unico dell’ente, che prende il posto di Ezio Di Cristoforo, agli arresti domiciliari. Di Baldassarre è stato voluto dai sindaci del centro-destra e sostenuto dalla corrente Pd che fa riferimento a Giorgio D’Ambrosio. L’altro candidato, proposto dal centro-sinistra, era Massimo Papa in quota dalfonsiana, uomo di fiducia dell’ex primo cittadino di Pescara. Alcuni sindaci del Pd hanno subito gridato al complotto politico o, come ha sostenuto il sindaco Antonio Luciani di Francavilla Al Mare, all’incompatibilità con alla mano il D.Lgs. 39 del 2013. Il Decreto Legislativo fa riferimento alle “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190″. Strano, che gli stessi amministratori, però, non si siano accorti che il loro candidato, sia marito di un magistrato. Massimiliano Papa, infatti, è coniuge di Fabrizia Francabandera, presidente della sezione penale della Corte d’appello dell’Aquila. Luciano D’Alfonso, assolto in primo grado dal tribunale di Pescara nel processo “Housework“, è stato trascinato, dal pm Gennaro Varone, in un processo d’appello che si terrà a L’Aquila. Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, si è chiesto se il:”marito di un magistrato della Corte d’appello dell’Aquila non sia invece incompatibile con questo ruolo?». Intanto che qualcuno rifletta sulla questione, Di Baldassarre, tranne sconvolgimenti politici, resterà in carica tre anni. La retribuzione mensile sarà di 2 mila e 399 euro netti.

ZdO


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