Affaire Cirsu, interviene Norante (Chi?)

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La monnezza tira. Eccome se tira. In Abruzzo la posta in gioco è molto alta e, dopo documenti e carte pubblicate da Zone d’Ombra, le anime trascendono da corpi addormentati. Oggi è la volta di un pidiellino ed ex consigliere regionale che si è strappato tutte le vesti per ottenere l’agognato vitalizio.

L’azzurro Norante è duro contro Luciano D’Amico ex amministratore, insieme a Lunella Cerquoni, del Consorzio dei rifiuti di Grasciano tra il 2008 e il 2009. Oggi Norante vuole apparire come il messia del diritto pubblico, pronto a rivendicare il suo impegno nell’intricata questione della monnezza.

“Sono rimasto piuttosto perplesso nel leggere le pesanti dichiarazioni del Prof. Luciano D’Amico” ammette il Capogruppo PdL del Comune di Roseto “e mi chiedo perché non abbia immediatamente informato all’epoca della situazione gli organi delle società, i Comuni soci e le altre autorità preposte relativamente alle poste fittizie e alla situazione patrimoniale gonfiata negli anni precedenti che lui ha affermato di aver trovato”. Quindi una sua non certezza:”Un altro aspetto evidenziato del predetto ricorso riguarda la parte relativa all’ingresso del privato in Sogesa che sarebbe avvenuto in violazione della normativa in materia di evidenza pubblica attraverso una semplice compravendita di azioni senza alcuna procedura di gara”.

Bisogna ricordare a Norante che, al momento, nessuna legge vieta ad un socio privato di rivendere una propria quota societaria. Tra l’altro il ‘celeste’ dovrebbe sapere che il ‘temibile’ socio privato, che avrebbe massacrato il Consorzio pubblico, in Aia Spa non aveva la maggioranza ma solo il 60%. Ma il peso massimo della politica rosetana in realtà la idee ce le ha chiare sapendo chi sono i responsabili morali della questione:”si chiama Pci-Pds-Ds-Pd”.

Norante saprà anche che l’idea della discarica di Grasciano partì negli anni ’80, con le cooperative rosse e quando, per caso, l’attuale responsabile della monezza regionale, Franco Gerardini, si muoveva nei piani alti del partito per poi diventarne onorevole. “Un partito che, attraverso propri uomini, ha ininterrottamente gestito e monopolizzato quello che sarebbe potuto diventare un colosso del centro-sud nel settore dei rifiuti e che, invece, ha fatto la misera fine che tutti conosciamo” dichiara Norante. Poi aggiunge:”in questi anni i cittadini dei comuni consorziati, a partire da quelli di Roseto, avrebbero potuto essere esentati o comunque vedere notevolmente ridotta la tassa sui rifiuti anche grazie agli utili che si sarebbero potuti realizzare grazie al consorzio come avviene in ogni parte d’Italia sia nel pubblico che nel privato”.

E qui una domanda: perché Norante nell’agosto del 2011 in seno all’Assemblea di CIRSU SpA per l’acquisizione del pieno controllo di SOGESA S.p.A. da parte di CIRSU SpA votò a favore? Eppure il sindaco Enio Pavone nella sua analisi fu chiaro ed esaustivo:”Le società non si sono contraddistinte per buona amministrazione, sono le uniche che operando nel campo dei rifiuti sono riuscite ad accumulare milioni di euro”.

Ed ecco che nel 2012 Norante torna all’atacco:”E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità, soprattutto politiche, considerando che questo carrozzone politico-elettorale-clientelare è stato voluto, gestito e affondato dall’incapacità manageriale dei suoi amministratori e con la complicità politica del principale partito della sinistra rappresentato dal PCI-PDS-DS-PD“.

Quindi il pubblico, cioè chi ha provocato il tumore, deve studiare il farmaco per guarire.

ZdO

 

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