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Alle donne vittime di violenza spetta il gratuito patrocinio

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Per accedere al gratuito patrocinio, bisogna avere un reddito imponibile ai fini Irpef, per come risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro.

Un limite viene che viene aggiornato ogni due anni, con decreto del ministero della giustizia, in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo. In caso di violenza sulle donne, l’avvocato lo paga lo Stato a prescindere dal reddito della vittima spiega la Cassazione in una sentenza di due giorni fa.

La donna vittima di violenze o maltrattamenti ha la possibilità di accedere sempre al gratuito patrocinio, anche se il proprio reddito (o quello del partner) supera i tetti fissati dal decreto ministeriale. In tal modo la beneficiaria non dovrà pagare né le tasse, né la parcella dell’avvocato che la difenderà nel corso del procedimento penale e/o civile (per il risarcimento del danno) contro l’aggressore. 

Il gratuito patrocinio senza limiti di reddito si applica anche ai procedimenti in corso all’entrata della legge del 2013 che ha istituito tale diritto.

Ammessi al gratuito patrocinio senza alcun limite di reddito anche i seguenti soggetti:

  • vittime di violenza sessuale (ovviamente la tutela è estesa sia agli uomini che alle donne);
  • vittime di stalking (anche in questo caso la tutela è estesa sia agli uomini che alle donne);
  • vittime di maltrattamenti contro familiari e conviventi
  • vittime di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili e da reati commessi in danno di minori;
  • figli minorenni o i figli maggiorenni economicamente non autosufficienti che sono rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso alternativamente dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato oppure dall’altra parte dell’unione civile, anche se l’unione civile è cessata o ancora dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza. Tale deroga è operativa dal 16 febbraio 2018 e riguarda tutti i procedimenti civili derivanti da reato, compreso quello esecutivo.
Sono invece esclusi dal gratuito patrocinio i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i seguenti reati: associazione di tipo mafiosoproduzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti.

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