REGIONE/CASO ANDREOLA: CONFERMATO L’INCARICO E LE ORGANIZZAZIONI DEI GIORNALISTI “DANNO I NUMERI”

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Ovvero quando i giornalisti fanno “cartello”

La giunta regionale abruzzese ha respinto la proposta del vicepresidente Castiglione di revocare la delibera con la quale la scorsa settimana l’esecutivo affidava la dirigenza del Servizio Stampa ad una non giornalista. L’incarico a Vanna Andreola aveva suscitato le proteste dell’Ordine e del Sindacato dei giornalisti abruzzesi. Le due organizzazioni si strappano le vesti in piazza dichiarando che con questa scelta:«la Giunta si assume una responsabilità che potrebbe avere serie e gravi conseguenze sull’operatività di un fondamentale servizio che sta alla base della trasparenza delle azioni politico-amministrative della Giunta regionale e di conseguenza sulla possibilità dei cittadini di esserne correttamente e compiutamente informati». Strano che l’Odg e il Sindacato non facciano riferimento al fatto che l’istituzione regionale abbia sei giornalisti professionisti regolarmente assunti e che giornalmente assicurano quello che loro definiscono «trasparenza delle azioni politico-amministrative». Forse le organizzazioni hanno volutamente omesso questa particolarità perché poi avrebbero fatto intendere che i giornalisti assunti non sono in grado di garantire trasparenza. Sempre strana appare la dura presa di posizione delle due rappresentanze quando parlano della legge 150 del 2000 che «affida ai giornalisti la dirigenza dell’Ufficio stampa». Assostampa e Odg farebbero bene ad informarsi che la Regione Abruzzo non ha mai recepito tale legge e non si capisce, quindi, dove sia la grave responsabilità. Il ragionamento poi si fa sempre più complicato quando cominciano a fare il processo alle intenzioni:«Se la regione ha fatto la scelta della Andreola lo ha fatto calpestando l’elementare norma, dal punto di vista del contenimento dei costi della pubblica amministrazione, che vuole che a dirigere le testate giornalistiche della regione (rivista e agenzia di stampa) sia il dirigente del settore». E poi il comunicato conclude con una serie di domande alla Regione tali da far impallidire il direttore della Bbc per la vergogna:«Chi dirige le testate giornalistiche della regione? Viene pagato? Questo direttore esercita effettivamente questa funzione, ossia si reca regolarmente sul posto di lavoro, oppure e’ solo un prestanome pagato senza lavorare. E, ancora, la sua attivita’,o presunta tale, viene prestata a titolo gratuito? Chiediamo al presidente della Regione di darci risposte chiare ed immediate perche’ ne va della sua credibilita’ e della trasparenza amministrativa della giunta che presiede». Odg e Assostampa sanno dell’esistenza di un tavolo aperto in Regione per definire i punti che loro hanno specificato? O forse mandano in quelle stanze “brutte e cattive” qualche loro associato direttore che non distingue tra servizio giornalistico e “marchetta politica”?

di Antonio Del Furbo orgogliosamente Blogger 

 

 

 

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