ATTIVA DENUNCIA FALSI OPERATORI

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Finti operatori di Attiva si aggirano da giorni per la città di Pescara alla ricerca di materiali ferrosi. Lo denuncia, in una nota depositata in Questura, l’Amministratore unico di Attiva, Guglielmo Lancasteri.

Le segnalazioni sono arrivate da più persone. Cittadini, ma anche operatori di Attiva, hanno infatti incontrato due giovani, uno dei quali con indosso un giubbotto catarifrangente di color arancione, del tutto simile per colore e modello a quelli in dotazione al personale di Attiva, con la scritta “Attiva” sul davanti, che si spostavano di strada in strada spingendo carrelli per la spesa. I due avrebbero suonato alle abitazioni di via Stradonetto e alla domanda di un signore lì presente su chi fossero e cosa cercassero, il giovane con il gilet avrebbe risposto ad alta voce «Attiva». I due sarebbero stati visti anche rovistare nei cassonetti di via Tirino alla ricerca di materiali ferrosi e anche in quel caso avevano affermato di essere dipendenti di Attiva. Un cittadino ha segnalato al call center, l’episodio di un ragazzo di pelle scura con una casacca arancione sorpreso a smontare con chiave e martello le maniglie in ottone di alcune porte posizionate (per lo smaltimento serale) in via Rio Sparto. Anche questo caso il soggetto si è qualificato come uno di Attiva. «I prelievi di materiale ferroso e RAEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche o componenti di essi) da parte di ignoti, richiamano l’attenzione sull’esistenza di un presumibile traffico illecito di rifiuti – sottolinea Guglielmo Lancasteri nella denuncia -. Va da sé che la società subisce danni anche perché l’attività illecita viene svolta con ausilio di dispositivi (gilet catarinfrangenti) recanti riferimenti di Attiva, con ripercussioni oltre che sull’immagine della società anche sui servizi resi».

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