Bocciatura Stamina, ora denunciare Lorenzin e Letta alla Corte dell’Aja per crimini contro l’umanità

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Il Ministero della Salute ha bocciato il metodo Stamina del professor Davide Vannoni. Beatrice Lorenzin, vanto indiscusso dell’incapacità di svolgere ruolo di governo, è la donna, in quota Pdl, abituata a strizzare occhi e a abbassare orecchie davanti alle lobby.

Il Ministero della Salute ha bocciato il metodo Stamina del professor Davide Vannoni. Beatrice Lorenzin, vanto indiscusso dell’incapacità di svolgere ruolo di governo, è la donna, in quota Pdl, abituata a strizzare occhi e a abbassare orecchie davanti alle lobby. 

La deputata 41enne ce l’ha fatta è riuscita a uccidere sogni e aspettative di migliaia di malati che chiedevano, semplicemente, libertà di cura. «La sperimentazione del metodo Stamina non può essere regolarmente proseguita» ha tuonato dalle buie stanze romane ‘signora salute’. Il ministro, con un provvedimento di “presa d’atto”, segue quanto sentenziato, qualche settimana fa, dal comitato scientifico e dall’Avvocatura dello Stato. «La sperimentazione del metodo Stamina – ha proseguito Lorenzin – non può essere proseguita perché il metodo è pericoloso per la salute dei pazienti». Dichiarazioni da premio Nobel che seguono, ebbene ricordarlo, la decisione del Parlamento a andare avanti con la sperimentazione. Lorenzin parla di “insufficiente definizione del prodotto, inadeguata descrizione del metodo, potenziali rischi per i pazienti e, infine, altri rischi di fenomeni di sensibilizzazione anche gravi”.

La ministra e tutti i suoi scienziati geneticamente modificati non hanno tenuto conto, evidentemente, della guarigione di Luca Merlino, medico e Direttore Vicario Sanità Regione Lombardia, che ha sperimentato su se stesso il metodo Stamina. L’uomo, affetto da una malattia neurodegenerativa dall’età di 26 anni, il 28 ottobre 2011 ha fatto la prima infusione di staminali con il metodo del professor Davide Vannoni. Risultato: oggi Merlino ha rimesso su 20 kg ed è tornato a svolgere una vita normale nonostante non abbia finito il ciclo terapeutico. 

«Prima di prendere una decisione simile avrebbero dovuto contattare le famiglie e i medici che seguono i bambini passo passo – afferma Caterina Ceccuti, la madre di Sofia -. Invito la ministra a venire a casa nostra e a constatare i miglioramenti di mia figlia: i certificati dei medici dichiarano una regressione di sintomi, cosa impensabile per chi è affetto da leucostrofia metacromatica». I miglioramenti della bimba sono documentati in un video girato dagli stessi genitori della piccola: niente più vomito. La decisione del ministro ha risvolti anche politici al punto che, 19 senatori del Pdl, firmano un documento per prendere le distanze dalla Lorenzin:«La decisione di bloccare la sperimentazione sul metodo Stamina è una delle pagine più amare delle storia dei diritti e della scienza nel nostro Paese. Ancora più grave perché è scritta sulla pelle di piccoli malati. Negando loro la possibilità di migliorare le condizioni di vita, li destina insieme ai loro familiari a una realtà ancora più tremenda, senza poter utilizzare alcuna terapia alternativa, nemmeno compassionevole. Non si può restare indifferenti di fronte a tale dolore e sofferenza. Sosteniamo le ragioni delle famiglie e sosteniamo le loro iniziative, anche giudiziarie, per affermare il loro sacrosanto diritto alla cura. Verificheremo anche sul piano politico le conseguenze dell’odierno decreto dirigenziale e, insieme alle famiglie, ne trarremo le conseguenze individuando le strade che, comunque, la legge consente di percorrere». I firmatari sono Bonfrisco, Minzolini, Esposito, Cardiello, Milo, Iurlaro, Floris, Falanga, De Siano, Alicata, Longo, Cassano, Zizza, Perrone, Ceroni, Serafini, Nitto Palma, Ferrara e Baran. 

Ora i malati sono appesi alle decisioni dei tribunali e ai vari ricorsi del Tar, gli unici in grado di far continuare a vivere i malati. Non è da escludere, però, che qualcuno possa mettere da parte la decisione del ministero e rimettere la decisione di nuovo al parlamento. Ci sarebbero due questioni su cui i comitati pro-stamina potrebbero battersi: l’obiettiva imparzialità del ministro, dimostrata già in passato sulla questione dei libri elettronici e, come già ha dichiarato di fare il Movimento vite sospese, denunciare Enrico Letta e Beatrice Lorenzin per crimini contro l’umanità alla Corte dell’Aja. I movimenti Vite Sospese, Base Italia, Sicilia Risvegli Onlus e Viva la Vita Italia Onlus ci vanno giù duro e “diffidano il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin dal continuare ad ostacolare la libertà di cura dei malati gravissimi, segnatamente attraverso la vanificazione delle cure compassionevoli in Italia, in violazione degli artt. 2 e 32 della Costituzione, delle Carte internazionali sui diritti umani, nonché della propria stessa funzione istituzionale”. E le associazioni e movimenti fanno bene e ci si augura che vadano fino in fondo. Sì perché la strategia del ministro è stata chiara fin dall’inizio: osteggiare il metodo Stamina togliendo la decisione al parlamento e nominando una commissione composta da detrattori della Stamina Foundation. E il gioco è stato fatto. Quale politico si metterebbe contro la decisione di un comitato scientifico? 

Peccato che ci sono forti dubbi anche sull’imparzialità del miniato Lorenzin visto che, già in passato, ha eseguito gli ordini di lobby editoriali. Durante il Governo Monti, l’attuale ministro alla Salute, ha cancellato l’introduzione dei libri elettronici nella scuola italiana in risposta alle sollecitazioni, appunto, delle case editrici. «Un giorno mi chiama Gabriele e mi dice: guarda Beatrice nel ‘decreto crescita’ al Senato c’è un’accelerazione della digitalizzazione del mondo della scuola – racconta la Lorenzin in una lezione durante una sessione pubblica della Scuola Governiadi, da lei stessa organizzata, per l’adozione non dei libri cartacei ma dei libri digitali – . Lui mi spiega che nel giro di poche settimane non solo avrebbero collassato le case editrici, con migliaia e migliaia di lavoratori, inoltre non tutti i bambini avrebbero potuto permettersi il supporto tecnologico, cioè l’i-Pad (sic!), col problema della lettura di stare sempre davanti a un pc (sic!), quindi insieme abbiamo proposto una serie di soluzioni…». Sapete qual è stata la soluzione? Non fare entrare nelle scuole i libri elettronici. 

Quali garantie può dare un ministro come la Lorenzin in un settore delicato come la sanità? Non dimentichiamo che Beatrice Lorenzin è intima amica di Maurizio Sacconi e consorte tale Enrica Giorgetti presidente di Famindustria. E se la Lorenzin avesse “minacciato” il presidente della Regione Abruzzo e zittito Emilio Nasuti?

C’è qualcos’altro da aggiungere?

 

di Antonio Del Furbo





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