Bussi: se il ministero dell’Ambiente annulla la gara d’appalto per la bonifica…

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La gara per la bonifica delle aree inquinate di Bussi, e precisamente la 2a e 2b, era stata regolarmente autorizzata dalla Regione Abruzzo. Ora il ministero l’annulla. I siti contaminati dell’ex Iprite, ovvero 7 capannoni, una ciminiera, un cisterna, non messe in sicurezza, diventano patrimonio pubblico.

di Antonio Del Furbo


Sulla questione, però, ci sono non pochi dubbi. Ad esempio leggendo la relazione dell’Ing. Luciana Distaso fatta il 20 dicembre del 2018 (prot.n°0025884/STA) vengono messi in evidenza non pochi problemi tecnico-ammnistrativi riguardanti la procedura di gara effettuata ed iniziata dall’allora Commissario Straordinario Adriano Goio.

“La revoca dell’aggiudicazione della gara per la bonifica – come rileva Bussi in movimento – è giusta perché ci sono in ballo “prevalenti interessi pubblici da tutelare”. Nessun danno da corrispondere, dunque, alla ditta aggiudicataria dell’appalto relativo alla bonifica dei siti.
Il pubblico, in buona sostanza, non deve sborsare nemmeno un euro per la bonifica in quanto è parte lesa per via dell’inquinamento subito. Il Trattato dell’Unione europea, nell’articolo 174, comma 2 dice chiaramente che:

“La politica della Comunità in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni della Comunità. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio chi inquina paga”.

C’è, poi, la questione delle acque del fiume Tirino. Il Comune di Bussi, infatti, sarebbe stato inadempiente nel far valere il “diritto di prelazione sul rinnovo e sulle nuove richieste per la concessione dello sfruttamento delle acque del fiume Tirino per la produzione di energia Elettrica.” Atti, quelli del Comune, che non sarebbero rispettosi dell’accordo di programma del 28.04.2017. Un contratto che prevedeva l’acquisizione delle aree al patrimonio pubblico prima della sottoscrizione del contratto d’appalto da parte della ditta aggiudicataria Dec.Deme, quindi, “palesemente in contrasto con gli accordi”.

“Da tutto ciò sarebbe opportuno che, il sindaco pro tempore di Bussi sul Tirino” spiega il Movimento, “invece di diffidare il Ministero ad adempiere alla sottoscrizione di un contratto di appalto così pieno di ombre e problematiche, di lacune tecnico-legislative, proponesse immediatamente la sua revoca a tutela degli interessi del territorio e di tutti i cittadini.” 

Quindi bisognerebbe procedere alla “revoca immediata dell’atto di compravendita stipulato in data 24.05.18 in Livorno dal notaio Gaetano D’Abramo (rep.n°58850 raccolta 22759) in quanto, l’atto contiene anche i siti dell’ex iprite.”

Siti che non sono stati soggetti alla messa in sicurezza come le discariche 2a e 2b. Un intervento stimato in circa 2 milioni e mezzo di euro che sono stati risparmiati da Solvay. Nell’atto ci sono evidenti discrepanze rispetto a quanto concordato in sede di accordo di Programma essendo stato stipulato in contrasto con il Punto 4 del dispositivo che vietava in modo assoluto il passaggio delle aree prima della sottoscrizione del Contratto di Appalto. Le aree oggetto di Finanziamento erano le discariche 2a e 2b quindi non risultano altre somme stanziate da parte dello Stato.

Chi pagherebbe l’ex Iprite, sito contaminato da 100 anni e non messo in sicurezza? E le altre aree private inquinate di cittadini che si ritrovano i terreni inquinati da anni, perché non sono stati acquistati?

A questo punto, secondo gli attivisti, bisognerebbe “formulare una ordinanza a Edison e Solvay al fine di imporre la messa in sicurezza dei siti inquinati e successiva bonifica, per le loro rispettive responsabilità sugli inquinamenti delle aree all’interno dl SIN, a prescindere dai loro contenziosi in corso”. Poi una “richiesta al Ministero di congelare le somme messe a disposizione nella contabilità speciale di circa 50.000.000 euro affinché le stesse possano servire al fine per cui sono state destinate, ovvero alla reindustrializzazione”.

Ora, sempre secondo il Movimento, l’Amministrazione non presentandosi alla conferenza dei servizi ha permesso al Genio Civile di Pescara di dare la concessione per 30 anni alla ditta ENERGIA DIFFUSA s.r.l. Lo stesso Comune di Bussi, con il supporto della Regione Abruzzo, quindi, aveva ben tre periodi per prendere una decisa e forte azione per la tutela degli interessi pubblici. “Per tre volte l’occasione era fornita in rapporto all’esame dell’istanza (1.12.2014; 8.7.2015 e 7.6.2016) e non aspettare un anno e più, cioè il 20.6.2017 data nella quale il Genio Civile, ha stigmatizzato la colpevole inerzia del Comune, e quindi dichiarato la irreversibile conclusione del procedimento; laddove (soltanto) con la deliberazione n°66 del 29.8.2017 pubblicata il 5.9.2017, la giunta municipale decide di opporsi alla decisione del GC davanti al tribunale delle acque e conferisce per questo incarico ad un legale.” Alla Conferenza dei Servizi presso il Genio Civile di Pescara del 12/03/2013, partecipò il Responsabile dell’UTC Angelo Melchiorre il quale sottoscrisse il verbale di seduta, dichiarando che il Comune era intenzionato ad assumere il diniego del rinnovo della concessione alla scadenza, e per questo invitando gli Enti preposti a salvaguardare gli interessi pubblici.

La Regione Abruzzo, per il rinnovo delle concessioni esistenti di grande derivazione, coerentemente con la citata direttiva 2014/23/UE (Contratti di concessione), avrebbe dovuto predisporre una procedura concorrenziale di evidenzia pubblica europea inserendo come condizionanti la salvaguardia ambientale e l’obbligo per le aziende interessate ad aumentare la produzione, l’innovazione tecnologica e logicamente l’aumento di posti di lavoro, perché “soltanto a queste condizioni poteva essere realmente salvaguardato l’interesse collettivo.”
Il Comune di Bussi, doveva in ogni caso assumere celermente le sue determinazioni e, nel merito, quindi, tener conto di quanto era stato già sottoscritto dal suo consulente, l’Avv. Pimpini.

Infine nessuna ricaduta occupazionale c’è stata sul territorio.

antonio.delfurbo@zonedombratv.it
329.3526266

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