CARLO TAORMINA È UN IMBECILLE

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Cronaca di una giornata con uno psicolabile che andrebbe internato. Subito. Come tutti noi.

Il Taormina, ovvero questo batterio che si aggira per le aule dei Tribunali di tutta Italia, non per difendere gli imputati ma per mettersi in mostra stile prima donna, ha portato a casa un insuccesso clamoroso. Questo escremento naturale (il Taormina non la prenderà a male, visto che tra assassini ci si comprende), come tutti noi blogger, giornalisti e gente comune, ha pensato bene di dare un altro assaggio del suo vecchio repertorio di uomo di spettacolo. L’anemone marino, attualmente difensore di Massimo Ciarelli, il rom accusato dell’omicidio dell’ultrà pescarese Domenico Rigante, ieri presso il Tribunale di Pescara ne ha combinata un’altra delle sue. Al termine dell’udienza preliminare il suo cervello, grande quanto un bacarozzo finto, gli ha suggerito tali parole:«In Italia siamo tutti assassini». Questo spaventapasseri della Giustizia italiana (nel senso che la Giustizia quando lo incontra scappa) ne ha tentata una delle sue, a quante pare però, con scarsi risultati. Voci provenienti dall’inferno, a pochi passi dalla sua anima quindi, dicono che il Tao nazionale si sia fatto la “cacchetta” addosso dopo tale esternazione. L’ex Sottosegretario al Ministero degli Interni (pensate un pò voi come siamo messi in Italia) appena accortosi del pessimo clima esistente in città tra rom e ultrà, pare abbia cambiato il pannolone. Il difensore del boss della Sacra Corona Unita Francesco Prudentino nonché del neofascista Franco Freda, pensava di fare il “fenomeno” ieri e invece il “National big the test di quiz” è dovuto scappare a gambe levate. L’acaro sfuggito a tutti i prodotti igienizzanti in commercio, prima di tornare da queste parti forse ci penserà bene. Noi assassini siamo gente per bene.

p.s. Caro Tao, anche chi ha scritto questo pezzo si definisce batterio, escremento naturale, anemone marino, spaventapasseri ed ex sottosegretario agli Interni. Quindi niente di personale tra colleghi. Un abbraccio.

Antonio del furbo

 

 

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