Casaleggio ha riversato nel sistema operativo ‘Rousseau’ l’idea di democrazia totalitaria?

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E’ semplicemente il sistema operativo che garantirebbe al Movimento la rappresentazione della democrazia diretta e, quindi, uno scenario di governo. Di Jean-Jacques Rousseau il sistema operativo sembra prendere anche, diciamo così, il peggio.

di Antonio Del Furbo

I ‘Casaleggini’ (ex grillini a questo punto) sembrano avere tra le mani l’algoritmo che porta dritti dritti alla società ideale, ovvero quella senza corruzione, guerre con una massa guidata verso un non ben identificato scenario. 

La lotta alle anime corrotte del M5S si ritrova proprio negli scritti di Rousseau:

“Le nostre anime si sono corrotte nella misura in cui le nostre scienze, le nostre arti hanno progredito verso la perfezione”.

Dunque per Rousseau, esiste una natura umana incorrotta che sarebbe degenerata moralmente a causa dei rapporti instauratisi nelle cosiddette società civili. Uno “stato di natura” dal quale l’uomo si sarebbe via via sempre più allontanato e che Rousseau rivorrebbe ripristinando quelle caratteristiche umane non inquinate dalla civilizzazione.

Un concetto che, a quanto pare, i 5 stelle vogliono applicare in chiave politica e di governo. Spiega Riccardo Paradisi:

“Nell’idea di Casaleggio c’è l’idea di volontà generale, il legislatore (il movimento e i suoi garanti) che ne suscita la visione e ne garantisce, controllandone, la correttezza, la veicolazione; ci sono gli ottimati chiamati alla vigilanza morale, c’è la tensione verso la realizzazione di una società perfetta, risolta, armonica incorrotta dove l’evoluzione delle masse lascerà dietro di sé il conflitto, la dialettica tra gruppi e individui, le verità particolari”.

Un quadro chiaro? Per lo storico e antifascista Gaetano Salvemini, le cose appaiono più complesse. E, proprio lui, vedeva nell’idea politica di Rousseau un pericolo totalitario. In effetti il filosofo svizzero oltre alla società perfetta mirava all’illuminazione delle minoranze da parte degli illuminati, ovvero del governo degli eletti.

Per Rosseau la volontà generale è ostacolata da partiti e associazioni che, invece, deve essere guidata lungo una strada da un simbolo, un ‘legislatore’ in grado, appunto, di rieducare gli uomini. Via il vizio, dentro le virtù.

Per Rosseau, inoltre, non esiste nemmeno il diritto di critica, bandito dalla sua visione politica. Le minoranze, quindi, non avrebbero mai il diritto di dare la propria opinione perché esiste una verità acclarata e regolata dalle leggi della natura. Punto.

“Perché dunque questo patto sociale non sia una formula vana, esso implica tacitamente questa obbligazione, che sola può dare forza a tutte le altre”. (R)

Non una privazione di libertà secondo il filosofo bensì un’opportunità degli illuminati a far percorrere una strada, quella della redenzione che porterà alla libertà. Al bando, in sostanza, la società parziale, quella degli interessi particolari.

Per il Movimento 5 stelle, animato sicuramente dalle buone intenzioni, esiste l’uomo nuovo, che si adegua alla maggioranza e che svolge attività procedurali. Al bando fedeltà private. Tutti verso una società nuova, in cui ognuno può votare in un sistema aperto e semplificato ma sotto gli occhi attenti di garanti e supervisori, ovvero gli avanguardisti della morale.

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