Casalino e i 169mila euro annui. Quando il M5S predicava sobrietà, onestà e trasparenza

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E’ lontano ormai il tempo in cui i duri e puri del Movimento 5 stelle, dall’opposizione, urlavano “onestà”. E ancor più lontani sono i tempi in cui s’indignavano con i governi passati che non imponevano i tetti agli stipendi pubblici. Da quando sono loro stessi il “Sistema” hanno dovuto ingoiare, oltre alla parola “onestà”, anche i 49 milioni di euro della Lega per conservarsi i privilegi e i loro stipendi.

di Antonio Del Furbo

Come, appunto, il super stipendio di tale Rocco Casalino, capo ufficio stampa del presidente del Consiglio e numero uno della comunicazione dei 5 Stelle che porta a casa ogni anno la bellezza di 169mila euro lordi. Casalino è il dipendente più pagato tra quelli che lavorano negli “uffici di diretta collaborazione” di Palazzo Chigi. Una bella somma che, sono sicuro, servirà al Casalino per “combattere” la guerra contro quel sistema che vuole morto il Movimento. Peccato però che oggi quel sistema è rappresentato da loro che lo hanno occupato in maniera militare e, forse, peggio dei precedenti governi.

Così accade che per una poltrona in pelle si rinnega tutte le vecchie battaglie: da quella del “fuori i partiti dalla Rai” a quella del “mai parlare con i giornalisti perché maggiordomi dei politici”. Oggi, invece, la Rai la occupano e i giornalisti li candidano perché, appunto, sono il governo del cambiamento, ovvero quelli che le idee le cambiano ogni minuto. E quando si chiede di sapere, in nome della legge sulla trasparenza, come ha fatto l’Espresso più volte, i nomi e gli emolumenti dei collaboratori della Presidenza del Consiglio, rispondono picche. Ma poi, messi all’angolo, pubblicano. E si viene a sapere che iI più fortunato è proprio Casalino che tiene sotto controllo la comunicazione a 5 Stelle e tutti i Casaleggio boys.

Come si evince dai dati pubblicati, lo stipendio di Rocco Casalino è composto da tre voci:

– 91mila euro di trattamento economico fondamentale;

– 59mila euro di emolumenti accessori;

– 18mila di indennità.

Il totale fa 169mila euro. Cifra molto più alta di quella che spetta allo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si accontenta di soli 114mila euro lordi all’anno.

Altra cosa curiosa è che tra il governo Renzi e il governo giallo-verde la spesa destinata al capo comunicazione è rimasta la stessa: il “governo del Cambiamento” spende però di più per il totale degli addetti alla comunicazione.

Al secondo posto per “stipendio d’oro” c’è Pietro Dettori, fedelissimo di Davide Casaleggio. Per lui, assunto nella segreteria del vicepremier Luigi Di Maio come “responsabile della comunicazione social ed eventi” ci sono 130 mila euro annui. Altri 80mila euro vanno al vicecapo di quella stessa segreteria, Massimo Bugani. E, guarda caso, i due sono tra i quattro soci dell’associazione Rousseau che gestisce le piattaforme del Movimento 5 Stelle. A seguire c’è Dario Adamo, responsabile editoriale del sito e dei social di Conte, pagato 115mila euro l’anno.

L’ufficio stampa e del portavoce di Giuseppe Conte ha in organico 7 persone per un costo complessivo di 662 mila annui. L’esecutivo di Paolo Gentiloni poteva invece contare su una struttura di sette persone per un costo di 525 mila euro. Più complesso il calcolo per il governo di Matteo Renzi: appena insidiato il team dell’ufficio stampa si basava su 4 persone tra cui il già citato Filippo Sensi come portavoce e un costo complessivo di 335mila euro. 

Per diffondere questi dati il “governissimo” ha impiegato ben 110 giorni, ben oltre il tempo massimo previsto per legge (tre mesi).

Il Casalino, però, non ci sta e sbotta:”Sono portavoce e capo ufficio stampa, dirigo una trentina di persone, sono reperibile giorno e notte, sette giorni su sette, lavoro 13-14 ore al giorno. Sempre. Ho responsabilità enormi, nelle mie mani c’è la comunicazione di Palazzo Chigi”. Insomma, uno stipendio meritato proprio come quei manager che fanno bene il loro lavoro e a cui prprio i 5 stelle, in passato, volevano abbattere i tetti degli stipendi.

So’ ragazzi.

(P.s.: chissà se Casalino restituisce qualcosa)

 

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