Charlie Hebdo, due blitz contro i terroristi. Tutti uccisi

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Due assalti in contemporanea per un’unica operazione. Fuoco della polizia nel locale kosher a Parigi, dove è stato ucciso il killer della poliziotta, il quale si era asserragliato con sei ostaggi, tra cui un neonato.

Doppio assalto della polizia a Dammartin-en-Goele e a Parigi.
Uccisi i tre terroristi che hanno tenuto in scacco la Francia per decine di ore: gli autori della strage di Charlie Hebdo e il killer di Parigi. Diversi ostaggi sono stati liberati, 4 sarebbero morti.

I fratelli Kouachi sono usciti dall’azienda nella quale si erano barricati sparando ai poliziotti, prima di essere uccisi dalle forze speciali. A tenere in scacco le teste di cuoio era stato finora anche il killer della poliziotta di ieri, che aveva preso in ostaggio sei persone nel negozio kosher di Parigi, tra cui un neonato. Fino a qualche ora fa si erano tenuti invece a Dammartin dei difficili negoziati con gli autori del massacro di Charlie Hebdo, barricati all’interno di una stamperia a nord est di Parigi, dove avevano preso un giovane in ostaggio. Durante una conversazione telefonica, i due assalitori di Charlie Hebdo avevano detto di voler “morire da martiri”. Uno dei fratelli Kouachi, incrociato stamane da un commerciante di Dammartin, aveva detto: “Se ne vada, noi non uccidiamo i civili”.

Il 32enne Amedy Coulibaly aveva preso sei ostaggi, tra cui donne, e aperto il fuoco davanti al negozio kosher alla Porte de Vincennes di Parigi. “Sapete chi sono! Sapete chi sono!”, aveva gridato per due volte ai poliziotti. Lui, il giovane con pesanti precedenti penali. “Liberate i fratelli Kouachi e non fate assalti o ucciderò tutti gli ostaggi”, aveva intimato alle forze di polizia riferendosi agli altri due terroristi autori del massacro di Charlie Hebdo, asserragliati in una stamperia da ore, poi uccisi della polizia nell’altro assalto. I servizi segreti algerini avevano avvertito la Francia il 6 gennaio dell’imminenza di un attacco terroristico.

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Tra i ricercati per la sparatoria di ieri a Montrouge c‘è anche una ragazza, la ventiseienne Hayat Boumeddiene. La donna sarebbe la fidanzata di Amedy Coulibaly. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu aveva dato ordine al ministero degli esteri e al Mossad di dare al governo francese ‘‘ogni assistenza necessaria per combattere l’ondata di terrorismo a Parigi”. Amely Coulibaly era uscito di prigione da due mesi. Arrestato e condannato nel 2010, per aver fatto parte di un gruppo che aveva elaborato un piano per tentare di far evadere Smait Ali Belkacem, l’autore dell’attentato del 1995 alla stazione RER di Saint-Michel a Parigi. Nella stessa inchiesta, riferiscono i media francesi, era stato interrogato anche Cherif Kouachi, uno dei due assalitori di Charlie Hebdo, che era però stato scagionato. La Prefettura di Parigi, in presenza della grave situazione nella capitale francese, ha ordinato per precauzione la chiusura di tutti i negozi della rue des Rosiers, il cuore dell’antico quartiere ebraico di Parigi, il Marais. Allerta anche al Trocadero, sito storico di Parigi di fronte alla Tour Eiffel. La polizia ha fatto sgomberare, armi in pugno, gli accessi alla metropolitana.

Alle 17.12 l’assalto delle forze di sicurezza francesi a Dammartin-en-Goele, dove erano trincerati con un ostaggio i due fratelli Kouachi. Forti esplosioni seguite da raffiche di arma da fuoco.
Erano state interrotte le operazioni di evacuazione dalla scuola media. Gli uomini del Gign e del Raid, i reparti speciali francesi, erano saliti sul tetto.

Alle 17.33 sono stati uccisi i killer di Charlie Hebdo a Dammartin-en-Goele. I due fratelli Kouachi sono stati uccisi nel blitz delle forze dell’ordine. Mentre l’ostaggio prigioniero dei due killer è stato liberato nell’assalto ed è indenne. 

Alle 17.45 anche il killer di Montrouge è stato ucciso nel blitz delle forze di sicurezza. 

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