Chi costruisce le armi all’Isis? La risposta ce la dà il generale Angioni

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Avete presente il macello che sta succedendo in tutta Europa in questi giorni?  Avete presente le recenti stragi di Parigi? Avete presente l’ideatore degli attentati francesi che in queste ore sta scappando (dove secondo voi? In Germania, ovviamente) e che i servizi super segreti (nel senso che nemmeno il governo francese sa se esistano) se lo è fatto scappare sotto gli occhi?

Bene, sappiate che l’origine di questi mali è l’occidente stesso. Ovvero l’Europa e l’America. Ovvero anche l’Italia. A dirlo non personaggi inaffidabili o di poco conto bensì un generale e un ex segretario di Stato. 

Andiamo per ordine.

Correva l’anno 2014 d.C. ed era un freddo inverno americano quando l’ex segretario di Stato americano, Hillary Clinton, pronunciava le seguenti parole:“È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq”.

E ancora:“Abbiamo fatto un gran lavoro contro l’Unione Sovietica. Ma abbiamo anche commesso molti errori. Abbiamo appoggiato personaggi veramente cattivi. Abbiamo fatto cose in America Latina e nel Sud-est asiatico di cui non vado per nulla fiera. Ma all’epoca c’era un obiettivo più grande. E lo abbiamo raggiunto. Tutto il resto è passato in secondo piano. È così che bisogna agire, che deve agire l’America”. Complimentissimi. E infine:”Israele ha fatto quello che serviva per contrastare i missili sparati dai palestinesi. Israele ha il diritto di difendersi. Netanyahu ha agito correttamente, come andava fatto. Le vittime civili, i bambini, le donne, sono tutti effetti collaterali di una politica giusta. Quando un Paese democratico attacca, ovviamente, colpisce anche civili innocenti. Ma alla base c’è comunque un processo decisionale etico che non appartiene ai Paesi non occidentali. E comunque, la colpa per quello che sta accadendo resta ad Hamas”.

Saye del Burkina Faso, che vive in Italia da 11 anni e fa l’operaio e che sabato era in piazza contro l’Isis si è chiesto:”io sono qui anche per capire un’altra cosa. Chi le costruisce le armi dell’Isis? Chi gliele vende o gliele regala? Gli europei se la fanno questa domanda?”.

A dare una risposta il generale Franco Angioni, già comandante del contingente italiano nella missione di pace “Libano 2”. 

“Ci sono grosse responsabilità da parte occidentale – spiega Angioni a Affaritaliani – .”L’Isis non nasce per eterogenesi ma perché in Iraq una comunità consistente che aveva dimostrato di essere capace di guidare il paese è stata estromessa e al suo posto è stata imposta una guida sciita che ha invece dimostrato di non essere in grado di farlo, di essere corrotta e non capace di inserirsi nel contesto internazionale. Di conseguenza la comunità sunnita, sostenuta dall’Arabia Saudita, si è riorganizzata e ha rimesso in linea delle forze esistenti come quelle armate irachene. Così è nato l’Isis, che piano piano ha preso forma e potere per l’incapacità di chi governava l’Iraq. L’Isis ha raccolto i consensi di chi si sentiva umiliato. Così si è formato questo Stato islamico che ha dimostrato di poter contare su importanti appoggi finanziari, fino a che l’Arabia Saudita non si è rivoltata contro la sua creatura”.

E comunque per il genrale, l’Italia non rischia attentati:“In Francia ci sono sei milioni di persone dal bacino etnico non francese che si muovono con disinvoltura nel tessuto cittadino francese. Qui in Italia la situazione è diversa ma non significa che dobbiamo abbassare la guardia.” 

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