Chi ha programmato l’assassinio di Kennedy? L’ombra dell’MK-Ultra

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Le ipotesi complottiste sulla morte dell’ex Procuratore generale degli Stati Uniti d’America tornano d’attualità e tirano in ballo responsabilità della Cia.

Era la sera del 5 giugno 1968, quando Bob Kennedy incontrò i suoi sostenitori nella sala da ballo dell’Ambassador Hotel di Los Angeles per celebrare la vittoria elettorale incassata nelle primarie della California. Mentre stava lasciando la sala dopo aver salutato, gli vennero esplosi colpi di pistola.

I risultati dell’autopsia confermarono che Kennedy fu colpito alla testa: il proiettile entrò nella tempia destra. A conferma ci furono le foto scattate appena dopo la sparatoria che rivelarono una lesione cerebrale. Tali conclusioni furono però ignorate e si alimentò il sospetto che a sparare fu qualcuno dello staff di Kennedy. Sirhan Sirhan, che si era presentato frontalmente alla vittima e che fu immediatamente arrestato, avrebbe avuto solo il ruolo di specchietto per le allodole. Kennedy morì a 42 anni al Good Samaritan Hospital all’alba del 6 giugno. 

Migliaia di foto e reperti sono stati distrutti. Perché?

Nel documentario “MK-Ultra: come si programma un assassino” vengono evidenziati alcuni fatti molto importanti. 

I ricordi di Sirhan Sirhan si fermano all’attimo in cui beve il caffè all’hotel Ambassador con una ragazza. Da quel momento in poi nella sua mente c’è il buio assoluto. La luce torna al posto di polizia quando il delitto era stato consumato. Nella sua casa gli agenti trovano un diario in cui l’uomo ha scritto dozzine di volte:

“Robert Kennedy deve morire”

I vicini di casa, però, riferiscono di un uomo tranquillo e che non ha dato mai fastidio a nessuno. Prima del processo Sirhan viene sottoposto a un esame psichiatrico per accertare che non stesse mentendo sulla sua amnesia. 

“Il buco di memoria di Sirhan era genuino, e questo è stato riconosciuto sia dalla difesa che dall’accusa” racconta Phil Melhanson dell’Archivio Storicodi Robert Kennedy.

Riguardo le frasi scritte sul diario Sirhan ammette:

“È la mia calligrafia, sono…i miei pensieri ma io non li ricordo”.

Ancora oggi, dopo quarant’anni, Sirhan non ricorda nulla di quel giorno.

“Gli ho chiesto perché l’avesse fatto e lui con le lacrime agli occhi mi ha detto di non ricordare nulla” ha raccontato la madre di Sirhan.

Dunque, a questo punto, l’unica strada possibile per spiegare l’omicidio e, quindi, il comportamento di Sirhan, sembrerebbe essere quella dell’ipnosi.

Il professor Herbert Spiegel che ha inventato il metodo per misurare il grado di ipnotabilizzà del paziente. secondo il medico ci sono elementi che suggeriscono che Sirhan possa essere stato ipnotizzato e che sia facilmente ipnotizzabile. Il dottor Diamond ha eseguito l’esperimento tenendo una moneta davanti gli occhi di Sirhan e l’uomo è immediatamente caduto in trance. 

Non solo. Sirhan ha replicato tutti i passaggi che la polizia aveva trovato nel suo diario.

Proprio in quegli anni, l’America rimase sotto choc per la notizia che la Cia stesse conducendo da anni un programma segreto da nome MK-Ultra al fine di manipolare la mente umana. Gli esperimenti avvenivano a Montreal sotto la guida del dottor Donald Ewen Cameron, tra i più noti e rispettati psichiatri canadesi. 

Cameron sosteneva che i disturbi mentali, in particolare l’ansietà cronica, erano come una malattia infettiva. I portatori di tali disturbi, se non internati, avrebbero diffuso e trasmesso i disturbi stessi alla popolazione sana. E ancora. Cameron era convinto che una società governata dalla psichiatria sarebbe stata una società “perfetta”. Riteneva che i tedeschi fossero un popolo da tenere sorvegliato e controllato attentamente per via della loro “personalità tipo” che conduceva all’affermazione di pericolosi sistemi autoritari e dittatoriali.

Per questi suoi studi, Cameron suscitò l’attenzione della Cia specie quando affermò che per guarire un folle bisognava cancellarne la memoria e ricostruirla completamente“. 

Nella clinica di Montreal i pazienti andavano per essere curati da disturbi psichiatrici più o meno gravi. Alcuni di questi, però, venivano presi e sottoposti ad un altro protocollo: l’Mk-Ultra.

“Eravamo circa un’ottantina, tutta gente normalissima. Poteva capitare a chiunque fosse entrato all’Allen Memorial”

A raccontare la sua storia è Linda Macdonald che ha subito l’esperimento per dopo tre settimane dal suo ingresso in clinica:

“Sono stata mandata nel Reparto del sonno e cinque mesi dopo ne sono uscita ridotta come un vegetale”

Linda ha ricevuto 109 elettroshock e ha passato 86 giorni consecutivi in stato di coma. “Lo scopo era quelli di cancellare la mia memoria, di prendersi la mia vita”.

Con Linda riuscirono nell’esperimento: cancellarono tutta la sua memoria. Non sapeva nemmeno chi fosse.

Durante gli esperimenti venivano somministrati LSD, droghe paralizzanti ed elettroshock. Dopodiché i pazienti venivano indotti a un coma e rinchiusi in celle d’isolamento per fargli ascoltare messaggi radio ripetitivi, consistenti in frasi o rumori. Molti furono i decessi e i sopravvissuti accusarono gravi conseguenze invalidanti sul piano psichico e fisico.

 Né Cameron né alcun funzionario della CIA vennero arrestati o denunciati.

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