Chieti, disastro discarica: 39 ore di veleni. E nessun vigile a interdire la zona

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I Vigili del fuoco continuano a lavorare ininterrottamente per spegnere definitivamente il rogo divampato sabato notte nella discarica abusiva di Chieti.

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Ma, intanto, il danno è fatto. I fumi continuano a propagarsi nell’atmosfera con un reale pericolo per la salute dei cittadini, in particolare dei residenti di Colle Marconi. Una situazione talmente grave che il primo cittadino, Umberto Di Primio, ha emesso un’ordinanza ordinando “alla Polizia Locale di interdire l’accesso ai non addetti ai lavori all’area interessata dall’incendio e segnalarne la pericolosità con idonea segnaletica”

Parrebbe, però, che i Vigili urbani non hanno messo in pratica l’ordinanza con protocollo N. 33849 visto che, poche ore fa, siamo stati liberi di avvicinarci in prossimità dell’area del disastro. E non abbiamo trovato nessuna segnaletica o avviso che indicasse la pericolosità del luogo. Eppure l’ordinanza è datata 28 giugno 2015 (ieri) ed è impensabile che non ci sia stato del tempo per avvertire la popolazione.

La situazione è drammatica visto che l’allarme diossina è confermato e, soprattutto, perché Di Primio ha invitato la popolazione, “residente entro un raggio di 1000 metri dall’area interessata dall’incendio” ad allontanarsi temporaneamente dalla zona.

Già nella notte del disastro, i vigili del fuoco, arrivati intorno alle 23 sul luogo dell’incendio, hanno dovuto attendere le 2 di domenica mattina per mettersi a lavoro per via della frana che ha coinvolto la strada di collegamento con Casalincontrada. Parrebbe, come se non bastasse, che non sia stata usata acqua con idranti per evitare che potesse arrivare alle falde e portarsi dietro i veleni della discarica.

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