Chieti: la città che cade a pezzi

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Non c’è tregua per il capoluogo teatino. Dopo il recente smottamento di un cortile a ridosso di uno stabile, stamane si è aperta una voragine in pieno centro.

Il cedimento è avvenuto a due passi da Piazza San Giustino, tra via Olivieri e Largo Cavallerizza. La voragine si è trascinato dietro un palo del filobus.

“Ero in macchina nella strada dove c’è il parcheggio di San Giustino e ho sentito un forte rumore. Ho visto il palo e la rete dei fili inclinarsi” ha detto Chiara D’Orazio ad Abruzzoweb. Si è temuto il peggio per i cavi del filobus.

Solo ieri, un altro smottamento c’è stato in via Modesto Della Porta, l’asse di collegamento tra Chieti alta e lo Scalo. La stessa strada in cui, nel novembre 2015, un auto si ribaltò percorrendola.

Il 18 gennaio scorso una frana si è sviluppata in un cortile di uno stabile in via Trieste Del Grosso. Le auto che erano parcheggiate sono cadute nella voragine. Non ci sono stati né feriti né danni ma le abitazioni sono state evacuate. 

Intanto, sempre oggi, è stato dichiarato inagibile Palazzo de Pasquale, edificio di proprietà del Comune di Chieti. Nella struttura sono allocati gli uffici Commercio e Cultura del Comune, oltre che la società Teateservizi. Ora il Palazzo verrà sgomberato e il personale trasferito nell’ex ospedale pediatrico.

Già il 2 dicembre 2013 a Via dei Frentani, zona Tricalle ci fu uno smottamento della terra. Poi la frana del 7 marzo 2015 all’altezza della chiesa di Madonna della Misericordia, che stava tirando a valle l’asse stradale minacciando i tralicci di Terna. Ancora: il 27 novembre 2015 quando una frana causò lo smottamento del muro di contenimento in via Colonnetta. A seguire: il crollo del muraglione nel Villaggio Mediterraneo, i cinque smottamenti a Madonna Del Freddo. 

Insomma, un territorio poco sicuro oltre alle strade. Come la galleria del Tricalle, da mesi senza luci che creano non pochi problemi agli autisti in entrata e in uscita.

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