Cirsu: fallimento politico. Deco salva il polo e i lavoratori

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La politica è riuscita a distruggere un’altra azienda. L’ennesima. Al carrozzone non interessa né fatturato né dipendenti. A certa politica interessa sistemare persone sbagliate nei posti giusti: il resto è noia. E, per garantirsi la sopravvivenza, la politica mette fuori uso due aziende nella completa omertà degli organi d’informazione.

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La politica è riuscita a distruggere un’altra azienda. L’ennesima. Al carrozzone non interessa né fatturato né dipendenti. A certa politica interessa sistemare persone sbagliate nei posti giusti: il resto è noia. E, per garantirsi la sopravvivenza, la politica mette fuori uso due aziende nella completa omertà degli organi d’informazione. Tra le maestranze della Sogesa c’è terrore, paura. C’è angoscia, paura di parlare per evitare ritorsioni. Alcuni ci hanno raccontato la loro storia altri no. Chi permette tutto questo? Chi ha interesse a far fallire CIRSU? E, soprattutto, perché? Questa è la politica “zozza”, la politica che non bada a nulla pur di autocelebrarsi e autoriprodursi. A spese dei cittadini. 

Ora, per i lavoratori di Sogesa, il futuro appare più roseo. La Deco S.p.A., con alcune aziende teramane, si dicono pronte a salvare tutto il polo compresi i suoi lavoratori. Si parla di cifre da capogiro: 5.000.000,00 di Euro per nuovi investimenti e riassorbimento dell’intera base occupazionale. Lo scorso 28 novembre è stata ufficialmente notificata (su invito del giudice in occasione dell’udienza del 12-11-2013), la proposta di affitto dell’azienda CIRSU, con l’obiettivo di evitarne il fallimento. Procedura che, se applicata, determinerebbe l’immediata revoca di tutte le autorizzazioni regionali indispensabili per l’ esercizio delle attività del Polo: vale a dire la morte del CIRSU. La completa incapacità della gestione pubblica ha portato a tale disastro. 

Le tappe

Nell’agosto 2008 Deco e altre aziende (tra cui TE.AM.) entrano nel capitale di Sogesa con un versamento di 2 milioni e mezzo in contanti. A marzo 2010, un aumento dei costi di smaltimento subito da Sogesa, necessita di una revisione delle tariffe. A quel punto Cirsu concede a Sogesa la disponibilità dei terreni su cui realizzare la nuova discarica, confermata in più sedi. Nel dicembre 2010 Cirsu nomina 3 nuovi amministratori: Ziruolo, De Carolis e Di Matteo, i quali pongono in essere atti tendenti all’impoverimento di Sogesa, tra i quali: ulteriore ed arbitrario taglio delle tariffe, contravvenendo agli obblighi contrattuali; diniego della disponibilità del terreno per la costruzione della discarica; blocco dei pagamenti delle fatture emesse da Sogesa; richiesta alla Regione Abruzzo di volturazione dell’autorizzazione a costruire la discarica “Grasciano 2”; revoca del servizio di raccolta e trasporto. Sogesa, quindi, si vede costretta a porre in essere azioni giudiziarie. Nel luglio del 2011 Cirsu sostituisce i membri del Cda Sogesa di nomina pubblica con i medesimi componenti del proprio Cda (Ziruolo, De Carolis, Di Matteo). Evidente conflitto di interessi. Lo scopo è: eliminare le resistenze di Sogesa alle azioni di killeraggio poste in essere da Cirsu. AIA S.p.A. intraprende pesanti azioni giudiziali di responsabilità con richiesta di risarcimento danni nei confronti di sindaci ed amministratori Cirsu. Quest’ultima propone ad AIA S.p.A. di uscire dalla compagine sociale di Sogesa alle seguenti condizioni: pagamento di 2,5 milioni di euro e ritiro delle azioni intraprese. AIA accetta la proposta di Cirsu cedendo le sue azioni in Sogesa al prezzo di 2,5 milioni di euro, con il seguente piano di pagamento dilazionato: 250.000 entro il 31.12.2011; 1.000.000 entro il 30.04.2013; 1.250.000 entro il 31.12.2013. Nell’accordo c’è anche la rinuncia di AIA a tutte le azioni giudiziarie intraprese ai danni degli amministratori e soci di Cirsu; le immediate dimissioni dei due amministratori di Sogesa di nomina privata (tra cui l’A.D.). Cirsu non ha più le mani legate e infligge il colpo di grazia a Sogesa, nel seguente modo: ritira tutte le azioni poste in essere da Sogesa nei confronti di Cirsu per ottenere il pagamento delle fatture scadute (tra cui un’istanza di fallimento ed una procedura d’urgenza ex art. 700 c.p.c.); ritira il ricorso al TAR presentato da Sogesa per ottenere l’annullamento delle delibere di revoca del servizio di raccolta; azzera tutti i crediti tramite la nomina congiunta di un professionista di fiducia di Cirsu; voltura l’autorizzazione per realizzazione e gestione della nuova discarica. A giugno 2012 la politica ottiene ciò che voleva: il fallimento di Sogesa. Rimangono gli impegni che Cirsu inutilmente il termine del 30 aprile per il pagamento della seconda rata, l’AIA SpA notifica gli atti esecutivi ed escute la polizza fidejussoria. Nel corso dello stesso mese Cirsu presenta in Tribunale una richiesta prenotativa di Concordato Preventivo in Continuità ai sensi dell’art. 161 L.F. L’AIA fa istanza di fallimento presso il Tribunale di Teramo ed ottiene la fissazione della prima udienza pre-fallimentare per il 12.11.2013. Nell’udienza prefallimentare del 12 novembre 2013 il giudice invita le parti a trovare una soluzione transattiva, indicando come possibilità un contratto di affitto di azienda in favore di AIA. Le alternative (prossima udienza 10 Dicembre) sono: Pagamento dell’intera somma di € 2.250.000; Sottoscrizione del contratto di affitto d’azienda; Sentenza di Fallimento di Cirsu SPA. Lo scorso 28 Novembre AIA S.p.A. ha fatto pervenire una ufficiale proposta di affitto di azienda, che garantirà il rilancio del polo, il pagamento di tutti i debiti di Cirsu ed il riassorbimento dell’intera base occupazionale. 

ZdO

 

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