Class-action contro il governo: istigazione al suicidio

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Sono state seimila le querele raccolte dagli avvocati di tutt’Italia contro Letta e Monti per aver messo i cittadini nelle condizioni di scegliere tra la vita e la morte. E la campagna non si ferma.

 

Sono state seimila le querele raccolte dagli avvocati di tutt’Italia contro Letta e Monti per aver messo i cittadini nelle condizioni di scegliere tra la vita e la morte. E la campagna non si ferma.

 

La volontà è quella di portare i due governi ‘tassaroli’ alla sbarra:”la gente si è stufata e ora passa dalle parole ai fatti”. Giuseppe Iudici, uno dei promotori dell’iniziativa, racconta che:”semplici cittadini stremati riescono ad unire le forze e iniziare una lotta legale contro il Governo e pare che non finisca qua considerando che si riservano altre iniziative”. Grazie al governo Monti, prima, e con il governo Letta, dopo, la lista dei suicidi dovuti alla crisi è diventata sempre più lunga. È arrivato il momento, quindi, di presentare il conto ai responsabili di questo disastro italiano. In duecentomila ad essere invitati sulla pagina di facebook e in quindicimila a partecipare attivamente con commenti e contributi. Insomma pare proprio che gli italiani cominciano a ribellarsi, seppur con le tastiere, alle sprangate fiscali ordinate da un gruppo di banchieri ad una ventina di ‘rappresentanti’ del popolo. L’accusa verso i potenti è di “Istigazione al suicidio” in riferimento all’articolo 580 del codice penale. I governi, secondo gli avvocati, non hanno condotto una politica di salvaguardia dei cittadini, specie per quelli in crisi.

È possibile scaricare, riempire e spedire l’“esposto-querela” ad ogni cittadino che si sente truffato da questo governo. Sarebbe opportuno richiedere il congelamento di tutti i beni mobili ed immobili di Senatori, Onorevoli, Presidenti di Regione, Province e dei loro conviventi che negli ultimi 20 anni, hanno ricoperto cariche pubbliche (inclusi familiari
fino al terzo grado di parentela), effettuando una minuziosa verifica da parte della Guardia di Finanza (non appartenente al territorio locale), sulla provenienza dei beni, investimenti e capitali a loro intestati,
inclusi i massicci movimenti di capitati avvenuti dal 1 Gennaio 2011. Sarebbe opportuno ma, almeno per il momento, non praticabile. 

Peccato che in questo Paese siano sempre e comunque i giudici a decidere del nostro futuro. Peccato. Il regime è sempre più vicino a quello sudamericano.

ZdO

 

 

 

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