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Il caso Tortosa ha prodotto un vero e proprio putiferio. Dopo la sospensione del poliziotto e la rimozione del dirigente del Reparto Mobile di Cagliari, Antonio Adornato, spunta l’ipotesi di una commissione d’inchiesta sulla Polizia di Stato.

“Una parte delle forze di polizia è gravemente malata. Oltre alle irresponsabili parole di Fabio Tortosa, lo provano in maniera inequivocabile i silenzi complici, i consensi taciti e l’omertà così diffusa all’interno del corpo”. 

Ne è convinto Luigi Manconipresidente della Commissione per i diritti umani, che si è occupato a lungo di abusi compiuti dalla forze dell’ordine: Giuseppe Uva, Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi solo per ricordarne alcuni. Manconi, quindi, conosce bene l’ambiente e sulla polizia di certo non ci va leggero:“È urgente intervenire prima che sia troppo tardi. Si prendano i provvedimenti più opportuni nei confronti di Tortosa, senza farne un comodo capro espiatorio e un alibi perché nulla cambi. E si proceda tempestivamente. Le forze di polizia vanno radicalmente riformate”.

Tre gli aspetti da affrontare per il senatore: modalità di accesso, riforma radicale di tutto il sistema formativo, sia culturale che tecnica, e l’adozione del codice identificativo per i poliziotti.

A gettare ulteriori ombre sulla Polizia, a parte le dichiarazioni di Tortosa che ha parlato di agenti in borghese che quella sera avrebbero fatto macelleria sociale, anche le parole dell’attuale capo della Polizia, Alessandro Pansa

“Oggi i reparti mobili, la Polizia di Stato e le forze dell’ordine sono un’altra cosa, sono diverse” ha detto Pansa. Una denuncia forte e chiara quella del capo della Polizia che, pare, abbia già avviato una Commissione d’inchiesta interna dopo la richiesta presentata in Parlamento da Sel. La Commissione sarà composta dal vicario del questore di Roma, due membri di nomina sindacale e due funzionari. Ma, a quanto pare, il capo d’imputazione da contestare a Tortosa non ce l’hanno ancora in mente.

A rincarare la dose il pm Enrico Zucca:“Quello che esprime Tortosa è quello che hanno sempre pensato i vertici della polizia”. Proprio lui, il giudice che ha condotto con il collega Francesco Cardona, l’inchiesta sulla Diaz. Il pm parla di “subcultura” caratteristica delle polizie di tutto il mondo. Poi definisce eversive le parole di Tortosa. Bisogna togliere a Tortosa l’illusione di essere un fedele servitore delle istituzioni, perché sta bestemmiando: questo è l’unico elemento grave delle sue esternazioni. Tuttavia si stanno applicando in questa vicenda due pesi e due misure”.

 

E ancora:L’atteggiamento di questo poliziotto è generato dalla copertura che ha ricevuto dai vertici.”

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