Condannati i giudici che lasciarono libero l’uomo che uccise la moglie

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La Corte d’appello di Messina ha condannato i giudici che lasciarono libero un marito violento, denunciato 12 volte dalla moglie Marianna Manduca, uccisa dall’uomo, Saverio Nolfo, 10 anni fa a Palagonia (Catania). I giudici della Corte hanno stabilito che ci fu dolo e colpa grave nell’inerzia dei pm che avrebbero dovuto fermare l’uomo ai primi segnali di violenza e, soprattutto, dopo le reiterate denunce della donna. Nolfo, tre figli, è in carcere dove sconta 20 anni per omicidio.

La condanna emessa dalla Corte d’appello si rifà alla legge sulla responsabilità civile dei magistrati e riguarda due pubblici ministeri che nel 2007  lavoravano alla procura di Caltagirone (Catania). Insieme ai due pm è stata condannata al risarcimento delle parti civili anche la Presidenza del consiglio dei ministri.

Nolfo, all’epoca 36enne, in una tarda serata colpì a morte con un coltello l’ex moglie e ferì gravemente il padre della donna, Salvatore, di 59. Il movente fu rintracciato nel contenzioso aperto nella coppia, separata da circa due anni, per l’affidamento dei loro tre figli minorenni, che il giudice aveva affidato all’uomo. I due s’incontrarono e, subito dopo, scoppiò una lite culminata con l’uccisione della donna e il ferimento del padre di lei.

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