Conte, il premier con le mani in pasta in banca Carige

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Malacalza, la famiglia che ha investito ben 420 milioni di euro su Carige, era ben contenta fino a poco tempo fa di possedere una banca che, almeno fino al 2007,  valeva 6 miliardi. Prima dell’amministrazione straordinaria e della sospensione del titolo, Carige è arrivata a valere appena 80 milioni. I Malacalza si sono arricchiti, e non poco, vendendo agli ucraini le proprie attività siderurgiche ma hanno impedito, con la loro astensione nell’assemblea straordinaria del 22 dicembre, che la banca si aprisse a nuovi investitori, mantenendo i propri ratios patrimoniali. Carige ha ottenuto un prestito temporaneo e subordinato, da parte di altri istituti riuniti sotto lo Schema Volontario del Fondo interbancario, di 320 milioni a un tasso del 13 per cento. Il nuovo capo della vigilanza europea Andrea Enria ha fatto il suo debutto commissariando un’azienda di credito italiana. 



Giovanni Berneschi nel 2013, come racconta Ferruccio de Bortoli, dopo le perdite e le ispezioni della Banca d’Italia, è costretto a lasciare. Sarà condannato in appello a 8 anni e sette mesi per la truffa del ramo assicurativo. Una banca legata a doppio filo con gli Scajola, i Grillo (Luigi, ex dc) e i Bonsignore. Dunque, fiumi di crediti facili, ovviamente, a clienti privilegiati, agli industriali amici, agli immobiliaristi un po’ spregiudicati. Alla decisione del commissariamento si arriva, come abbiamo scritto, a cavallo del Capodanno.

A questo punto il nome che entra in ballo è quello di Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, il quale ribadisce che lo Stato, a differenza di quello che è accaduto con il Monte Paschi, non ci metterà un euro. E, come abbiamo visto oggi, la storia non è andata proprio così. Infatti, il Tesoro “garantirà le nuove emissioni obbligazionarie di Carige” ma anche i “finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia” alla banca ligure, posta in amministrazione straordinaria il 2 gennaio dalla Bce. In questo scenario spunta la notizia secondo la quale Conte avrebbe legami con Banca Carige. A supporlo il deputato Pd Luigi Marattin, capogruppo dei dem in commissione Bilancio. “Una domanda semplice. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione. Conte stesso è stato consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio Carige”, ha scritto su Facebook Luigi Marattin. E ha aggiunto:“quando il Consiglio dei ministri ieri sera ha votato il Salva Carige, il presidente Conte è uscito dalla sala, come si dovrebbe fare quando vi è fondato sospetto di possibile conflitto di interesse? Gradita risposta. Se non arriva, provvederemo a inviare la domanda per vie ufficiali”.

Nel frattempo Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, scrive al presidente dell’Anac, Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone“Considerato quanto sta emergendo a mezzo stampa circa i rapporti tra il presidente del Consiglio e alcuni soggetti legati all’istituto di credito oggetto del provvedimento, si può ipotizzare per il capo del governo italiano un conflitto di interessi nell’esercizio della sua delicata funzione?”, scrive Anzaldi. E precisa:“Da notizie riportate anche dalla stampa si apprende che il Premier Conte è stato socio dell’avvocato Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione, ed è stato consulente del finanziere Raffaele Mincione, banchiere azionista dell’istituto di credito oggetto del provvedimento. È l’incipit stesso del comunicato ufficiale di Palazzo Chigi a porre un legittimo sospetto, poiché ‘sotto la presidenza’ e ‘su proposta del Presidente’ evidenziano un potenziale conflitto di interesse”.

La sera del 7 gennaio 2019 il governo Conte vara un decreto per concedere la garanzia pubblica a Banca Carige. Il consiglio dei ministri, riunito d’urgenza, ha approvato un decreto in favore dell’Istituto di Genova, aprendo alla possibilità di nazionalizzazione.

Ma chi è Guido Alpa? È stato socio di Conte, avvocato iscritto all’Ordine di Genova, ed è stato il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, in carica dal 2004 al 2015. Alpa, inoltre, è stato membro del consiglio di amministrazione di Banca Carige, ed attualmente è membro del c.d.a. di Carige Italia. Dal 2002 Conte aveva avviato insieme ad Alpa uno studio legale dedicandosi al diritto civile, al diritto societario e fallimentare. E proprio Alpa, “amico e maestro” di Conte, era stato membro della commissione esaminatrice al concorso con cui Conte diventò professore all’Università di Caserta nel 2002. In un’intervista a Repubblica Conte disse che “il Prof. Alpa non è propriamente il mio maestro. Sul piano accademico il mio maestro è il Prof. Giovanni Battista Ferri. Il Prof. Alpa l’ho conosciuto diversi anni dopo, quando ormai ero ricercatore all’Università di Firenze”.

Le Iene, in una loro inchiesta però, riferirono che i due si conoscevano sin dal 1992 quando entrambi frequentavano il dipartimento di Scienze Giuridiche e non in occasione del suo incarico di ricercatore a Firenze, che risale al 1997-1998.

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