Curzio Maltese: la peggio gioventù

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Forse a qualcuno ancora sfugge chi sono quelli che per vent’anni l’hanno menata con la storia del ‘Silvio mafioso’, del ‘Silvio puttaniere’, del ‘Silvio peggior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni’. Sono quelli, ad esempio, che si definiscono giornalisti ‘radicalchiccosi de sinistra’ e si fanno eleggere a Bruxelles.

Eccolo qui il moralizzatore, il ‘sinistro’, quello con l’indice puntato per anni sul trash della politica italiana. Lui, il ‘poliziotto super più’ con il ruolo di tenente della buon costume che ha celebrato il declino della nazione con fiori fiori di manuali per la sopravvivenza al putrido berlusconismo, oggi fa pure lo stizzito quando qualcuno (Dagospia) gli fa notare che forse la sua posizione è in leggero conflitto di interesse, per via dell’incarico come eurodeputato e editorialista di Repubblica. “Quando faccio il politico non faccio il giornalista e viceversa” ha detto l’autore di libri che ha vomitato indignazione sulle ‘cene eleganti’ di Arcore e sui costi della Chiesa. “Capisco che a Dagospia e a Belpietro dia fastidio che in Italia esistano ancora giornalisti” ha aggiunto ‘leurodeputatogiornalistaeditorialista’. Sì, ma che c’azzecca? “Con tutti i problemi che abbiamo stiamo qui a perdere tempo” ha precisato il rosso maltese. Quindi? Solo polverone secondo ‘leurodeputatogiornalistaeditorialista’ che, intanto, non ha rinunciato allo stipendio di De Benedetti e nemmeno a quello di parlamentare. E dunque lo schifignoso Maltese si porta a casa circa 20mila euro al mese e tra 5 anni potrà pure beccarsi la doppia pensione.

Voterei volentieri per la sinistra riformista alle prossime elezioni europee se soltanto, in questi ultimi anni, fossi riuscito a capire quale sarebbe il progetto alternativo di Europa dei socialisti europei” disse a febbraio di quest’anno il bel Curzio. E allora il 4 marzo 2014 che si è candidato a fare alle elezioni europee come capolista nella circoscrizione del nord-ovest italiano per la lista L’Altra Europa con Tsipras? 

Avanti popolo, alla riscossa. Sempre.

Antonio Del Furbo 

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