De Fanis all’Arena e l’Abruzzo distrutto

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Cosa rimane della terra d’Abruzzo? Quasi nulla. Gli scandali che avvengono in quel piccolo quartiere d’europa vengono pompate a livello mondiale. Cosicché un assessore che fa lo ‘sborone’ passa per spendaccione, un politico che usa un post it per un gioco d’amore diventa un mostro e un pericoloso criminale. Tutto si amplifica e tutto si distorce nella grande ‘cacca’ televisiva.

Cosa rimane della terra d’Abruzzo? Quasi nulla. Gli scandali che avvengono in quel piccolo quartiere d’europa vengono pompate a livello mondiale. Cosicché un assessore che fa lo ‘sborone’ passa per spendaccione, un politico che usa un post it per un gioco d’amore diventa un mostro e un pericoloso criminale. Tutto si amplifica e tutto si distorce nella grande ‘cacca’ televisiva.

Chi meno di noi può sapere che ha combinato l’ex assessore Luigi De Fanis nel pieno delle sue funzioni? Nessuno. Ed è per questo che ironizziamo anche perché è l’unica cosa che c’è rimasta da fare.

Se De Fanis, con il suo legale Domenico Frattura, accetta di partecipare ad una trasmissione come ‘L’Arena‘ è verosimile che non conosca il mezzo mediatico. Un mezzo che, insieme ai giornali e agli opinionisti, lo ha già condannato. Un De Fanis che ha fatto tenerezza per tutta la puntata. Un uomo che, ingenuamente, pensava di appuntarsi un discorso per poter rispondere alle obiezioni degli squali. Tanta tenerezza per un ex assessore che mi ha fatto rivivere i miei giorni alla scuole medie quando facevo le prime prove per il famoso ‘discorso’ da preparare per gli esami.

CARTA DI CREDITO E KLAUS DAVI

“Non ho usato la carta di credito della Regione per pagare lo champagne” ha spiegato De Fanis. “Ho pagato con la mia. Ed io, in 3 anni, ho speso circa 8mila euro a fronte di un badget a disposizione di 15mila“. L’ex assessore però non ha ricevuto gli applausi. Anzi, quel gran genio di Klaus Davi (opinionista, giornalista, imprenditore, saggista svizzero naturalizzato italiano e chi piu’ ne ha piu’ ne metta) ha sentenziato:”La bottiglia te la potevi risparmiare visto che la gente non ce la fa piu’ ad andare avanti”. E, in questo caso, via con gli applausi. I tempi televisivi lo impongono. E ci mancherebbe che un Davi qualsiasi beccasse pure un applauso altrimenti.

AUTO BLU

“A Roma mi recavo per espletare le mie funzioni. In Calabria, ogni 15gg, ci riunivamo con i colleghi per espletare questioni legate al mio assessorato” ha rivelato De Fanis. 

“Andava anche perché doveva raccomandare sua figlia alle poste?” ha chiesto Giletti. “No, mia figlia è stata assunta alle poste dopo che mia moglie ha lasciato l’ente. Non ho mai raccomandato il fratello della Zingariello. Ho parlato esattamente 3 minuti con un dirigente delle poste che mi ha riferito che non c’è possibilità di assumere nemmeno i portalettere perché stanno scomparendo queste figure” ha precisato ancora De Fanis. 

MISS COSTAMAGNA

Il copione televisivo, durante gli interventi dell’ex assessore, imponeva lo scontro per una semplice ragione: De Fanis appariva stanco e poco convincente. E mica si poteva rischiare un calo degli ascolti? Quindi Luisella Costamagna, giustizialista e donna con in mano tutte le verità del mondo, bacchettava con un sorriso strafottente De Fanis. “Lei pensi a difendersi piuttosto che attaccare i giornalisti”. De Fanis come si permette di esprimere un semplice concetto di discredito nei confronti della categoria? La maestrina lo reguardisce come un alunno. De Fanis incassa e non capisce. De Fanis, probabilmente, ignorava che gli sarebbe accaduto tutto questo. 

LA LEOPARDA

Persino ‘bocca d’oro’ Daniela Santanchè richiama De Fanis:”Cambi gioco” puntualizza miss leoparda riferendosi ai post it che qualcuno ha definito ‘contratto sessuale’. Chissà che consigli avrà dato la pitona berlusconiana a San Silvio da Arcore quando lui organizzava i festini nella reggia. Chissà.

Eppure anche De Fanis, a suo dire, ha aiutato la Zingariello a “comprare la macchina” versandogli degli assegni dal proprio conto corrente. Un uomo di cuore come il Silvio nazionale.

DE FANIS NON HA MAI PENSATO ALL’OMICIDIO

Alla fine della pietosa trasmissione, l’avvocato Domenico Frattura, legale di De Fanis, centra almeno un obiettivo:”la procura di Lanciano non ha diviso la coppia in quanto non c’è pericolo che il mio assistito possa compiere un atto simile. De Fanis e la moglie abitano sotto lo stesso tetto”.

E forse l’ora di finirla?

ZdO

 

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