De Fanis si è dimesso. “Contro di me soggetti in malafede”

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L’ex assessore già da ieri, a mezzo raccomandata alla Regione, aveva dato le sue dimissioni dall’incarico. Chiodi ha comunicato di riservare per sé le deleghe.

L’ex assessore già da ieri, a mezzo raccomandata alla Regione, aveva dato le sue dimissioni dall’incarico. De Fanis, che dal 12 novembre scorso si trova agli arresti domiciliari nella sua casa di Montazzoli con le accuse di concussione, peculato e truffa aggravata, ha inviato la lettera al presidente Gianni Chiodi. 

«È con rammarico e profondo stupore che rassegno le mie dimissioni a seguito della misura cautelare, ma non posso permettere che una campagna denigratoria nei confronti della mia persona colpisca anche l’istituzione da me rappresentata» si legge in uno stralcio della lettera. «Una campagna portata avanti con violenza da alcuni mass media e da alcuni soggetti in malafede e mossi da finalità immorali: non posso permettere che questo paralizzi l’attività dell’ufficio» si legge sempre nella missiva. 

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha deciso di riservare per sé le deleghe dopo le dimissioni dell’assessore regionale Luigi De Fanis. Si tratta di competenze su Politiche culturali, veterinaria, sicurezza alimentare e prevenzione collettiva. 

E Chiodi annuncia un nuovo regolamento per gestione legge 43 

Gianni Chiodi ha richiesto alla direzione delle Politiche culturali di predisporre un provvedimento regolamentare per la gestione della legge 43 sul modello del disciplinare adottato dalla presidenza della Giunta regionale. L’ipotesi sarebbe quella di regolamentare la direzione Cultura che dovrà poi essere calata in una delibera da inviare all’esame della Giunta regionale. “S’intendono adottare le buone pratiche finora attuate dall’ufficio di presidenza della Giunta regionale nella gestione della 43” ha detto il presidente della Regione Abruzzo. “Un regolamento per uniformare tutto l’andamento della legge 43. Si tratta di un passaggio necessario che testimonia la volontà dell’amministrazione regionale di essere quanto più possibile trasparente nella gestione di provvedimenti che erogano contributi e soprattutto la volontà di stabilire, a garanzia dei richiedenti, un criterio di equità e valutazione valido per tutti”. La presidenza della Giunta regionale, che secondo quanto stabilisce la legge 43 gestisce una parte dei fondi inseriti nella legge stessa (gli altri due beneficiari sono l’assessorato alla Cultura e il Consiglio regionale), ha adottato un disciplinare piuttosto rigido e preciso gia’ dal 2011 con risultati positivi. “Questo disciplinare – conclude Chiodi – ha garantito la necessaria trasparenza ma soprattutto ha uniformato i processi di valutazione all’interno di un criterio generale di meritocrazia e valenza dell’iniziativa culturale”.

ZdO

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