Di Battista (M5S):”Perché il Giornale mi attacca sulla foto ma non dice nulla sull’onorevole Cesaro (FI)?”

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L’onorevole a 5 stelle ha deciso di non starsene con le mani in mano mentre i quotidiani di destra lo attaccano. E così ha deciso di chiedere al giornale di casa Berlusconi come mai notizie come quelle che riguardano l’affiliato di Forza Italia, Luigi Cesaro, non trovano posto sul quotidiano.

Scrive Di Battista:”Oltre alla ‘legge del lunedì’ ho deciso di inaugurare un’altra rubrica, ‘l’onorevole del venerdì’. Tutti i venerdì, tempo permettendo, vi presenterò un parlamentare, un ‘Onorevole’ pagato dai contribuenti. Oggi è il turno di Luigi Cesaro, componente della X commissione (attività produttive, commercio e turismo) ed ex-Presidente della Provincia di Napoli”.

Inizia così il post del pentastellato onorevole che, dopo la vicenda della foto che lo ritraeva con la testa di bovino in mano, ha deciso di porre una semplice domanda al direttore del giornale di casa Berlusconi, Alessando Sallusti:”Come mai il Giornale si guarda bene da scrivere un pezzo sul deputato di Forza Italia Luigi Cesarol’autista di Raffaele Cutolo (il fondatore della Nuova Camorra Organizzata) o sui patti sanciti dal suo padrone Berlusconi e ‘Cosa Nostra’?”

 

GIGGIN’ ‘A PURPETTA

Luigi Cesaro, detto “Giggin’ ‘a purpetta”, fu arrestato per la prima volta nel 1984 in un blitz contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. A cio’ seguì una condanna in primo grado a 5 anni di reclusione “per aver stretto amicizia con tutti i grossi esponenti dell’organizzazione mafiosa” addirittura fornendo mezzi, abitazioni e danaro per la latitanza ad alcuni membri. Una sentenza completamente ribaltata in appello così come in Cassazione. Ma, come risulta dai verbali del processo, fu lo stesso Cesaro a confermare in aula i suoi rapporti stretti con i vertici della NCO, compreso Raffaele Cutolo che, attraverso una raccomandazione chiesta a Rosetta Cutolo, sorella del boss, lo accontentò facendo cessare le richieste estorsive di Pasquale Scotti. 

 

DICEVA CUTOLO… 

“Questo, ora, è importantissimo. Io non ci ho mandato mai nessuno, ma è stato il mio avvocato e mi deve tanto. Faceva il mio autista, figurati”. Il dialogo fu registrato in una intercettazione del 2011 all’interno del carcere di Terni mentre lo stesso Cutolo, al telefono con la nipote, dava indicazioni su come ottenere un incontro di lavoro per suo fratello con Cesaro.

Agli inizi degli anni ’90 una informativa del ROS di Napoli raccontava così lo scioglimento del Comune di Sant’Antimo per infiltrazioni di stampo mafioso:”Cesaro Luigi, nato a Sant’Antimo, avvocato non praticante, assessore alla provincia di Napoli eletto nelle liste del Psi, risulta di cattiva condotta morale e civile. In pubblico gode di stima e considerazione. È solito associarsi a pregiudicati di spicco della malavita organizzata operante a Sant’Antimo e dintorni”. Successivamente fu indagato per aver agevolato un’impresa dell’onorevole Nicola Cosentino nell’elargizione di un prestito da parte della Unicredit di Roma. Nel 2008 un pentito lo accusa di essere “un fiduciario del clan Bidognetti”.

 

NONOSTANTE QUESTO…FORZA ITALIA LO ABBRACCIA

“Poi l’entrata trionfale alla Camera, XIII, XIV, XV, XVI e XVII legislatura, chapeau!” scrive Di Battista ancora sul suo blog. E sull’assoluzione di Cesaro per i fatti che lo condussero all’arresto nel 1984 aggiunge:”Fu salvato però in Cassazione dal giudice Carnevale. Sapete chi era il giudice Carnevale? Meglio noto come “l’ammazza-sentenze” Carnevale fu quel giudice che si schierò apertamente contro il pool anti-mafia di Palermo, riteneva Falcone e Borsellino degli show-man, dei giudici-sceriffo, troppo intransigenti evidentemente. Carnevale riuscì sempre ad annullare in Cassazione ogni sentenza a danno di pezzi grossi del crimine organizzato. Salva Michele e Salvatore Greco nell’omicidio di Rocco Chinnici; nell’87’ annulla la condanna per 21 imputati nel processo Pizza Connection (traffico droga tra USA e ITA) tra cui quel Tano Badalamenti mandante dell’omicidio di Peppino Impastato; nel 91’ annulla la custodia cautelare per associazione camorrista a carico di Francesco Schiavone, il boss meglio noto come Sandokan; nel 92’, giudicando non valide le dichiarazioni di un pentito che aveva fatto parte del commando killer annulla la custodia cautelare anche per Claudio e Bruno Carbonaro, accusati di essere i sicari della strage di Gela (Gela dove sono stato pochi giorni fa tra l’altro ad incontrare i cittadini in piazza). Carnevale è stato anche il Presidente della Commissione Referendum che ritenne, per “problemi formali” insufficienti le firme raccolte contro i finanziamenti pubblici all’editoria da Beppe Grillo con il Vday2. L’ammazza-sentenze non mise il becco per la prima volta in un processo per mafia il 30 gen 1992 quando la Cassazione condannò pesantemente decine di mafiosi al termine del Maxiprocesso di Palermo, enorme successo del pool antimafia. Perché non venne coinvolto? Perché Falcone, che all’epoca lavorava al Ministero di Giustizia con Martelli, ebbe l’intuizione di attribuire i processi di mafia a rotazione a tutti i presidenti di sezione. Forse sarà stato un caso ma la prima volta che non decise Carnevale coincise con la prima vera condanna per i boss mafiosi. Quel Carnevale insomma salvò anche l’Onorevole Cesaro, Deputato della Repubblica che siede comodamente ad una decina di metri dagli scranni del M5S. Questo è quanto, consiglio di non perdervi il video e di pensare al perché non ci immischieremo mai con questa gente”. 

Antonio Del Furbo

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