Di Giuseppantonio, un “non degno” teatino

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Il Presidente della Provincia di Chieti “scuoiato vivo” per le congratulazioni al Presidente della Pescara Calcio

La politica di questi tempi non gode di ottima stima. Ancor meno i partiti e i loro rappresentanti. Spesso le polemiche che la riguardano sono fondate. Altre volte no. A dire la verità non ricordo casi esemplari in cui la magistratura o il giornalismo d’inchiesta abbia sbagliato il proprio lavoro ma bisogna comunque affermare che di gente onesta in politica ce ne sta; purtroppo non li conosciamo perché, a differenza degli altri, lavorano. Ben vengano quindi le denunce e gli attacchi ad una politica becera su temi importanti tra i quali il futuro delle nuove generazioni. Ora però non posso accettare da cittadino-polemico che un Presidente della Provincia venga messo alla “sbarra” da qualcuno per un motivo che, a nostro avviso, ha del ridicolo: l’aver mandato una lettera di congratulazioni al Presidente del Pescara Calcio per la promozione in serie A. Da Abruzzo blog copiamo e incolliamo la lettera di Di Giuseppantonio:”Partecipo alla soddisfazione sportiva per lo straordinario risultato conseguito dal Pescara, che ci rende tutti orgogliosi di essere abruzzesi. La riconquista di un traguardo prestigioso come la Serie A è il risultato di un grande lavoro portato avanti dalla Società e dalla Squadra ed è la dimostrazione che quando si opera con passione, mettendo in campo capacità e impegno, si possono centrare obiettivi importanti”. Una persona seria ed equilibrata dovrebbe essere orgogliosa, dal punto di vista umano e da quello politico, di avere un rappresentante politico con certe sensibilità, eppure c’è chi non la pensa così. Spulciando su Facebook, ad esempio, troviamo che sulla bacheca del primo cittadino di Chieti Umberto Di Primio qualcuno sostiene che il Presidente è indegno di rappresentare la propria Provincia. Poi qualcuno passa alle offese personali riguardo la cittadinanza di Di Giuseppantonio che non stiamo qui a riferire. Insomma la questione calcistica, o meglio campanilistica, assume valore decisivo per la scelta dei nostri governanti! Sempre sulla bacheca del Sindaco Di Primio troviamo accuse dirette anche al Presidente di Confindustria Chieti Paolo Primavera che, secondo il tifoso teatino, deve dimettersi perché non in grado di rappresentare gli interessi economici e politici della Città teatina. Dobbiamo dire che la questione si fa sempre più interessante specialmente se pensiamo quale elemento comune possa avere una lettera di congratulazioni indirizzato ad un Presidente di calcio e una buona attività amministrativa o imprenditoriale che sia. Sinceramente, comuni denominatori sulle vicende non ne troviamo, ma ammettiamo che possano esserci. Lasciamo al fatto il suo vero risalto e non andiamo oltre anche se qualche considerazione sulla vicenda vorremmo farla. Ad esempio, noi crediamo che sia stato un bel gesto quello di Enrico Di Giuseppantonio, anche e soprattutto per stemperare quel clima di odio e campanilismo che separa le città di Pescara e Chieti. Un odio campanilistico riesploso sopratutto dopo le dichiarazioni del primo cittadino di Chieti su Zeman definito da lui stesso “un rom”. All’uscita poco felice, Di Primio non ha mai fatto seguire una dichiarazione per stemperare le tensioni e, secondo noi facendo un grave errore politico, non ha approfittato della promozione del Pescara per fare un annuncio pubblico che ponesse una pietra tombale sulle sue considerazioni passate. Crediamo che la presenza del Pescara in serie A sia una risorsa per l’intero Abruzzo e possa fungere da deterrente contro gli odi e le faziosità inutili. Crediamo inoltre che sia il momento di godersi questa vittoria abruzzese nel migliore dei modi cercando strade comuni per il futuro della regione; potrebbe essere una prima prova per un percorso comune. Ci sentiremmo di consigliare a Di Primio di rispondere a quei post sulla sua bacheca per capire il suo pensiero in merito. Altrimenti potremmo pensare che lui sia d’accordo con certe affermazioni. Non vorremmo passasse l’idea del cattivo amministratore solo perché magari juventino e del buon amministratore solo perché milanista. A quel punto dovremmo chiedere le dimissioni anche del vice-presidente della Provincia di Chieti, Antonio Tavani!

 

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