Di Maio sogna autostrade gratis ma in Europa il suo partito lavora per il “sistema a pedaggio”

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Pare che tra società Autostrade e governo si vada verso un’intesa per ciò che riguarda il rapporto di gestione della rete autostradale italiana.

Intanto, come sottolinea il Corriere, Autostrade per l’Italia ha deciso di congelare fino a metà settembre l’aumento tariffario di 0,81 euro previsto dall’1 luglio. Poi, c’è la questione voluta fortemente dai Cinque Stelle, inserito nel decreto Genova approvato a novembre, ovvero quella di una di una norma concessa all’Authority dei Trasporti di elaborare un nuovo modello tariffario applicabile alle 16 società concessionarie con il piano economico-finanziario scaduto. Tra queste, appunto, proprio Autostrade per l’Italia. Un documento che viene sottoposto a revisione quinquennale in cui le due parti stabiliscono una trattativa sulle tariffe al casello nei cinque anni successivi. Atlantia, posseduta al 30% dalla famiglia Benetton, attende che la direzione Vigilanza del ministero delle Infrastrutture licenzi il piano presentato prima del crollo del viadotto Morandi. In quel documento ci sarebbe il via libera ad investimenti per otto miliardi nei prossimi due anni.





In tutto ciò ci sarebbe la volontà del vicepremier Luigi Di Maio, di revocare ad Autostrade per l’Italia la concessione per “gravi inadempienze” che avrebbero portato al collasso il viadotto. Sulla questione dovrà esprimersi una commissione di giuristi per capire la praticabilità della revoca. La volontà è quella di togliere ad Autostrade i 3mila chilometri in gestione dando seguito al sogno di Di Maio “di autostrade gratis come in Germania”.

Una dichiarazione quella del leader 5 stelle che si scontrerebbe con il lavoro svolto nei mesi scorsi dai suoi colleghi parlamentari europei.

“L’anno scorso, al Parlamento europeo, abbiamo discusso e votato la nuova direttiva denominata ‘Eurovignette’, all’interno della quale, per semplificarla e farvela breve, si è deciso che tutte le autostrade europee debbano seguire il sistema ‘a pedaggio’ (sul modello italiano) e imponendo, tra le altre cose, il reinvestimento per l’implementazione delle infrastrutture stesse delle somme percepite con i pedaggi”. A parlare così è l’ex europarlamentare a 5 stelle, Daniela Aiuto. “Io ho lavorato su questo dossier –spiega la Aiuto- . Il tutto dovrà essere recepito nei prossimi mesi dagli Stati membri. Il governo italiano, tramite la sua rappresentanza a Bruxelles, ne è perfettamente a conoscenza”.

Dunque, la proposta è stata sostenuta dalla Commissione europea, voluta dalla maggioranza della stessa Commissione trasporti.

In effetti, già a febbraio scorso il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sul telepedaggio unico nell’Unione Europea, una sorta di Telepass. Un progetto che ha stabilito il passaggio nei Paesi dell’UE da una tariffazione stradale basata sul tempo a una basata sulla distanza. Un progetto, in sostanza, basato su tre principi:

  • La tariffazione stradale deve essere basata sulla distanza piuttosto che sul tempo

  • Norme da applicare a camion, autobus e furgoni per riduzione delle emissioni

  • Introduzione del principio ‘chi più inquina più paga’

Di Maio è a conoscenza di questa Direttiva? Chissà.

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