E dopo l’arresto di De Vito a Roma spunta un’altra inchiesta: Tangenti, Acea e il sistema Scorpio

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Dopo l’arresto di Marcello De Vito spunta un’inchiesta parallela che coinvolge imprenditori e manager molto potenti sulla scena romana.


Secondo quanto riporta l’Espresso, il sistema messo in piedi dal presidente dell’Assemblea capitolina e dal suo braccio destro Camillo Mezzacapo, avvocato e “mediatore” del politico, era molto più complesso di quanto immaginavano gli inquirenti.

Il Comune guidato da Virginia Raggi avrebbe allungato i suoi tentacoli nelle società municipali e nei suoi manager di punta. Professionisti che avrebbero usato soldi pubblici per ricompensare amici e sodali. A partire da Acea, la multiutility dell’energia in mano all’ex presidente Luca Lanzalone (arrestato nel giugno 2018) e all’amministratore delegato Stefano Donnarumma, indagato per corruzione.

Stadio Roma: “Raggi, Di Maio e Grillo erano a conoscenza del sistema”. E chi non era d’accordo veniva cacciato.

Secondo i carabinieri, Donnarumma “tra giugno 2018 e gennaio 2019” avrebbe girato 50 mila euro a favore dell’ex numero due dei Cinque Stelle romano e del suo sodale.
Un’operazione avvenuta attraverso la società Prime Time Promotions di Stefania Scorpio, l’imprenditrice che organizza tutti gli anni, attraverso la srl di cui controlla il 51 per cento delle quote, il “Concerto di Natale in Vaticano”, evento musicale della Santa Sede.

Acea avrebbe sottoscritto con la Scorpio più “contratti di sponsorizzazione” per un valore complessivo di 50 mila euro finiti  nella disponibilità del presidente del Consiglio comunale e del suo sodale. Sia attraverso bonifici della Scorpio a favore della società MDL srl e sia attraverso “accordi economici” ad hoc tra la Scorpio e Mezzacapo.

Nel decreto di perquisizione, con cui i magistrati hanno sequestrato documentazione ed email nelle sedi di Acea, della Prime Time Promotion e dell’abitazione della Scorpio, è che De Vito anche in questo caso abbia venduto la sua “pubblica funzione in violazione dei doveri di imparzialità e correttezza, e in genere per l’asservimento della stessa agli interessi di Stefano Donnarumma”. Oltre a questo, secondo i pm, avrebbero affidato delle consulenze a Mezzacapo, nel settore del recupero crediti.

Il più importante dirigente di Acea veniva definito da Mezzacapo – in un messaggio spedito a un suo socio – “un caro amico e un bravo manager, magari una di queste sere organizziamo una cena insieme”. Luca Lanzalone, dunque, sarebbe stato promosso dall’M5S presidente della multiutility quotata in Borsa per premiarlo per come avrebbe trattato la vicenda dello Stadio della Roma.

De Vito, come riporta l’Espresso, avrebbe presentato, durante la campagna elettorale per le Regionali dell’anno scorso, Donnarumma anche a Roberta Lombardi. E Di Maio e l’ad di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo l’avevano recentemente messo in pole position per una promozione in Leonardo. “Donnarumma a Roma ha relazioni importanti, ed è sempre prodigo di buoni consigli. È molto ascoltato anche da Stefano Buffagni, l’uomo che si occupa di nomine per conto del Movimento”, raccontano all’Espresso fonti del governo.
Chi è la Scorpio?
Nata a Vairano Patenora in provincia di Caserta nel 1957, la Scorpio ha creato la Prime Time, società specializzata in eventi, nel 1990. Nel 1993 è riuscita a organizzare il primo Concerto di Natale in Vaticano grazie all’intraprendenza e ai buoni uffici con il Vicariato di Roma, che approvò – convincendo Giovanni Paolo II – il progetto musicale.
Secondo i pm, però, la Scorpio fattura centinaia di migliaia di euro l’anno (861 mila secondo il bilancio 2017) anche attraverso false sponsorizzazioni, in realtà tangenti destinate a pubblici ufficiali e avvocati loro amici. Oltre a quelle di Acea, secondo le accuse Prime Time avrebbe infatti incassato soldi anche da Davide Zanchi, il presidente del cda della società Centro Commerciale Euroma 2 scarl, interessata alla speculazione degli ex Mercati Generali.

“Una partita di giro, dunque. E, parrebbe, che lo stesso schema sia stato usato anche da Giulio Gravina, imprenditore romano che controlla l’Italpol, grande azienda di vigilanza che ha appalti milionari con il comune di Roma, in primis con l’Atac e la metro. Anche lui (che risulta indagato per corruzione) schermerebbe una tangente a favore del grillino e di Mezzacapo, attraverso lo schermo delle sponsorizzazioni alla Prime Time”.

La versione di Acea
L’Acea ha da poco dato la sua sua versione dei fatti dicendo che “quanto il giornalista attribuisce al nostro amministratore delegato, Stefano Donnarumma, è completamente destituito di ogni fondamento. E ciò per varie ragioni. Innanzitutto egli non si è mai occupato di sponsorizzazioni, le cui deleghe sono di competenza della Presidenza, come ripetiamo da giorni. Da qui si deduce, in maniera incontrovertibile, la sua totale estraneità alla concessione delle due sponsorizzazioni di cui si parla nel pezzo. Un dato di fatto che il Gruppo ha portato subito all’attenzione delle Autorità inquirenti attraverso una dettagliata relazione consegnata già nella serata di venerdì 22 marzo 2019 che dimostra la totale estraneità di Stefano Donnarumma: le due sponsorizzazioni sono state decise dall’allora Presidente, che aveva i poteri in materia. Ad onor del vero, in fondo al pezzo, Fittipaldi riporta più o meno quanto scritto da noi. Ci ha spinto però a scrivere il contesto dell’articolo che dà dell’ad un’immagine distorta, non vera. Anche la retorica domanda finale “La sponsorizzazione del Concerto di Natale opera del solo Lanzalone?” lascia intendere scenari che non esistono. Le responsabilità sono evidenti e verranno chiarite al più presto”.

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