ECONOMIA: 408 IMPRESE CHIUSE IN PROVINCIA DI CHIETI NEL 2012

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Un saldo negativo di 408 imprese in meno è quello registrato in provincia di Chieti nel 2012 ma, pur in un contesto di flessione, le imprese giovanili, cioè guidate da persone con meno di 35 anni, una tipologia che rappresenta il 10% del totale delle imprese, ha chiuso con un più 556 il bilancio iscrizioni-cessazioni.

Il dato interessante di questa analisi è che c’è una crescita positiva delle aziende giovani che rappresentano il 10% del totale delle imprese. Il bilancio è di un più 556 di iscrizioni-cessazioni. È quanto emerge dai dati dell’undicesima Giornata dell’Economia, resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Camera di Commercio di Chieti, Silvio Di Lorenzo. Ad aprile 2013 il tessuto produttivo in provincia di Chieti è costituito da 46.514 imprese, con un calo dell’1,22% rispetto all’analogo periodo del 2012: il comparto agricolo, che rappresenta oltre il 30% del totale delle imprese, è quello che perde di più (- 274), seguito dal commercio (- 185) e dalle costruzioni (-164). In crescita le società di capitale del 3,4% mentre le imprese individuali hanno perso 469 unità. Il presidente Di Lorenzo ha sottolineato il ruolo che la provincia di Chieti detiene in ambito regionale con il 31,1% delle imprese, il 29.9% di valore aggiunto e il 65,8% delle esportazioni. Le vendite all’estero, nel primo trimestre di quest’anno, in provincia di Chieti sono in crescita del 1,2% (contro il – 0,2 % a livello abruzzese e il – 0,7% a livello nazionale) e sono trainate dal settore dei mezzi di trasporto (+ 12,5%), e dell’agroalimentare in crescita del 5,7 %. Quanto al mercato del lavoro i dati Istat sulle forze di lavoro mettono in luce la crescita della disoccupazione che si attesta, nel 2012, all’11,3% contro il 10.8% che si registra a livello regionale e il 10,7 a livello nazionale. Le previsioni di Unioncamere-Prometeia evidenziano, per il bienno 2014-2015 un tasso di crescita medio annuo del valore aggiunto pari a 0,6%, un’occupazione sostanzialmente stabile e un aumento dell’ 1,1% delle esportazioni.

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