Elezioni 2019 Abruzzo: votanti in calo. Alle 23 i primi exit-poll.

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È del 2% circa il calo dei votanti in Abruzzo. A Pescara hanno votato appena 44,54%  degli aventi diritto. Stessa situazione a Teramo con il 45,81%. Chieti, invece, rimane più o meno stabile rispetto alle precedenti consultazioni con un 47,01%. In controtendenza L’Aquila con il 46,92% contro il 38,46% del 2014. In totale in Abruzzo l’affluenza al voto si è attestata al 43%.



L’Abruzzo rinnoverà anticipatamente il Consiglio regionale e il presidente per via delle dimissioni del senatore, Luciano D’Alfonso. Gli aventi diritto al voto sono 1.211.204, distribuiti sulle 1.633 sezioni istituite nei 305 comuni.

I candidati alla carica di presidente della Regione sono 4 con 15 le liste in campo e 428 gli aspiranti consiglieri.

 

Marco Marsilio è il candidato sostenuto dalle liste di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Azione Politica, Unione di Centro-DC-IDeA. Marsilio è nato a Roma nel 1968 ma i genitori sono originari di Tocco da Casauria (Pe), città in cui il padre ha fatto ritorno una volta in pensione.  Laureato in Filosofia all’università di Roma La Sapienza, ha 51 anni, è sposato e ha una figlia. Nel 2008 è stato eletto alla Camera dei Deputati dopo aver ricoperto il ruolo di componente dell’Ufficio di presidenza della Commissione bilancio e fatto parte della bicamerale sul Federalismo fiscale. Marsilio è stato anche editore di una cooperativa editoriale.

Per il centro sinistra c’è Giovanni Legnini, sostenuto da Partito Democratico, Abruzzo in comune, Centristi per l’Europa-Solidali e Popolari per Legnini, Progressisti con Legnini-Sinistra Abruzzo-LeU, Avanti Abruzzo – Italia dei Valori, Abruzzo Insieme – Abruzzo Futuro, Legnini Presidente, +Abruzzo – Centro Democratico.

Legnini è l’ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ha 60 anni ed è nato a Roccamontepiano (Chieti). Laureato in Giurisprudenza, è stato avvocato cassazionista e dal 1990 al 2002 ha ricoperto la carica di sindaco di Roccamontepiano. Dal 2004 al 2007 è stato presidente del consiglio comunale di Chieti e nel 2004 è stato eletto senatore. Ha svolto l’attività parlamentare fino al 2013 quando è entrato a far parte del governo Letta con il compito di sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria. Nel 2014 è stato sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze nel governo Renzi. Il 30 settembre 2014 è stato eletto vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.

Sara Marcozzi è la candidata sostenuta da Movimento 5 Stelle e, infine, Stefano Flajani, candidato di CasaPound Italia.

Le elezioni regionali sono regolate dalla legge Tatarella. Il sistema elettorale abruzzese prevede la doppia preferenza di genere. Il presidente della Regione e i consiglieri, che sono 30 in tutto, sono eletti a suffragio universale. Sarà eletto alla carica di governatore dell’Abruzzo il candidato che ottiene la maggioranza dei voti validi. Il candidato presidente è collegato a una lista o a una coalizione che lo sostiene, in corsa per il Consiglio regionale. Alla lista collegata al presidente vincente viene attribuita una maggioranza di seggi in consiglio tra il 60 e il 65 per cento.  Sono 4 le circoscrizioni abruzzesi che corrispondono alle 4 province: L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo. Ogni circoscrizione elegge 7 consiglieri, tranne Chieti che ne elegge 8. In Consiglio regionale entrano di diritto il candidato presidente eletto e il secondo candidato più votato. I consiglieri vengono eletti tramite sistema elettorale proporzionale, con soglia di sbarramento al 4 per cento per le liste che corrono da sole e soglia al 2 per cento per quelle inserite in una coalizione.

Marsilio e Legnini seguiranno le operazioni di spoglio, a partire dalle ore 23, a Pescara, nei rispettivi comitati elettorali. La Regione ha allestito la sala stampa dalle ore 23 di oggi nella sede della Giunta regionale a Palazzo Silone all’Aquila.

Le prefetture del territorio forniranno supporto e collaborazione alla Regione Abruzzo nelle operazioni legate al voto. È stato, inoltre, firmato un accordo con il ministero dell’Interno, riferisce il Viminale, per la concessione dell’utilizzo della piattaforma informatica Siel (Servizio informativo elettorale). In virtù di tale accordo, nella giornata di oggi si provvederà alla acquisizione telematica e alla diffusione su internet dell’affluenza alle urne alle ore 12, alle 19 e alle 23.

Nella notte, invece, verranno diffusi, man mano che perverranno, i risultati ufficiosi dello scrutinio. La proclamazione degli eletti sarà effettuata dalla competente Corte di appello.

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