Elezioni Abruzzo: Borrelli dimentica la Carta di Pisa

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Luciano è stato chiaro:”se mi condannano non mi dimetto” riferendosi al procedimento che lo vede imputato presso la corte d’appello dell’Aquila. L’annuncio ha scatenato dure reazioni da tutti i settori della politica e della società civile. Il Partito Democratico resta a guardare. Intanto l’ex giornalista Rai, dopo l’intervista con D’Alfonso, ha chiarito la posizione del suo partito:”in caso di condanna scioglieremo il rapporto con la coalizione”.

Luciano è stato chiaro:”se mi condannano non mi dimetto” riferendosi al procedimento che lo vede imputato presso la corte d’appello dell’Aquila. L’annuncio ha scatenato dure reazioni da tutti i settori della politica e della società civile. Il Partito Democratico resta a guardare. Intanto l’ex giornalista Rai, dopo l’intervista con D’Alfonso, ha chiarito la posizione del suo partito:”in caso di condanna scioglieremo il rapporto con la coalizione”.


BORRELLI L’INGENUO

Borrelli, forse ingenuamente, crede che tutti i suoi corregionali prendano per oro colato l’operazione politica di Abruzzo Civico. “Restano alcune criticità per quel che riguarda la sua vicenda giudiziaria” ha spiegato, “noi siamo garantisti e la magistratura ha emesso una sentenza di assoluzione in primo grado. Ma abbiamo la funzione di coscienza critica e dobbiamo dare uno sbocco positivo alla rabbia dei cittadini: per questo riterremmo sciolta l’alleanza se ci fosse una condanna per corruzione”. E la Carta di Pisa Giulio Borrelli l’ha letta? Il suo partito l’ha adottata la Carta di Pisa?


GIULIO SOTTANELLI E IL PRAGMATISMO

“La scelta”, ha precisato l’onorevole Gulio Sottanelli, presidente di Abruzzo Civico, “è caduta su una persona pragmatica, che ha una visione di regione, che è in grado di decidere. Avere un governatore con una strategia in mente ci dà maggiori garanzie che l’Abruzzo possa ripartire”. E la Carta di Pisa Giulio Sottanelli l’ha letta? 


L’AMPIA CONVERGENZA

Abruzzo Civico afferma che “dal confronto con D’Alfonso è emersa un’ampia convergenza sulle proposte programmatiche”. In particolare le condivisioni si sono manifestate su “temi relativi ai tagli dei costi della politica” quindi “sulla eliminazione o semplificazione degli enti e delle società partecipati e sulla riduzione di Irpef e Irap”.

A seguire “l’impegno per una sanità che valorizzi competenza e merito delle nostre università, con l’aziendalizzazione degli ospedali delle città, con l’investimento sulla medicina nel territorio nei distretti sanitari. E ancora la ricostruzione dell’Aquila, che deve essere basata su punti certi, procedure snelle e controlli efficaci”. Infine per Abruzzo Civico “la coalizione vincente deve soprattutto farsi carico dei problemi dell’economia e del lavoro, specialmente di quello giovanile”.


CHIODI L’ALLEGRO

Tra le motivazioni per le quali si è deciso di appoggiare D’Alfonso ci sono “valutazioni politiche. Da una parte l’inesperienza della candidata 5 stelle e l’assenza di proposte costruttive del suo movimento, dall’altra l’esperienza negativa del governo di centrodestra degli ultimi 5 anni, sottolineata da una campagna mediatica negativa sull’Abruzzo. È stato questo il risultato di comportamenti ‘allegri’ del presidente Chiodi e di alcuni amministratori della sua giunta”.


DOTTOR BORRELLI ECCO LA CARTA DI PISA

L’ex anchorman, da esperto conoscitore del mezzo televisivo, si propone come ‘garante’ di D’Alfonso:”abbiamo la funzione di coscienza critica e dobbiamo dare uno sbocco positivo alla rabbia dei cittadini: per questo riterremmo sciolta l’alleanza se ci fosse una condanna per corruzione”. Borrelli offre dunque una doppia garanzia: quella di giornalista e volto noto della tv e quella politica. Inconsciamente ill messaggio passa. Eccome se passa.

Purificato per mezzo di Borrelli si passa all’analisi del programma. Che a noi non interessa perché non facciamo politica. A noi interessa sapere come mai Borrelli e Sottanelli non si siano accorti che la Carta di Pisa dice tutt’altro.


IL LIBRO PRIMO

Il 10 marzo scorso, mentre il resto della stampa non si era accorta di nulla, avevamo affrontato l’argomento in maniera dettagliata. L’articolo 60 del Libro Primo dà una precisa definizione di imputato:“Assume la qualità di imputato la persona alla quale è attribuito il reato nella richiesta di rinvio a giudizio, di giudizio immediato, di decreto penale di condanna, di applicazione della pena a norma dell’articolo 447 comma 1, nel decreto di citazione diretta a giudizio e nel giudizio direttissimo”. E ancora:“La qualità di imputato si conserva in ogni stato e grado del processo, sino a che non sia più soggetta a impugnazione la sentenza di non luogo a procedere, sia divenuta irrevocabile la sentenza di proscioglimento o di condanna o sia divenuto esecutivo il decreto penale di condanna”. E infine:”La qualità di imputato si riassume in caso di revoca della sentenza di non luogo a procedere e qualora sia disposta la revisione del processo”.

 

La sentenza definitiva fa cessare, in sostanza, la qualità d’imputato. Per D’Alfonso questo non c’è stato perché il suo processo è fermo al primo grado.

Che garanzie fornisce Abruzzo Civico ai suoi elettori, o meglio, agli abruzzesi?

Antonio Del Furbo

 

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