Elezioni Abruzzo tra riciclati, incompetenti e saltimbanchi

Notizie

Dopo l’addio (si fa per dire) di Luciano D’Alfonso, meglio conosciuto come il Dio d’Abruzzo, si sono riaperti i giochi per rioccupare le prestigiosa poltrona regionale. Ma, al momento, la politica sta facendo ridere. E non poco.

di Antonio Del Furbo

Sondaggi sparati a destra e a manca, passando per il “centro”, danno tutti vincenti: dipende da chi li commissiona, appunto. La realtà, però, è desolante. Molto. Talmente desolante da far rimpiangere (quasi) il ‘poltronissimo’ D’Alfonso, anche conosciuto come mister “querela”. Il gongolante neo senatore in forza Pd, infatti, da alcuni giorni gongola per la vittoria incassata sul nemico giurato Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, denunciato da D’Alfonso in sede civile per diffamazione. I candidati di oggi alla presidenza regionale, dicevo, fanno rimpiangere i tempi d’oro in cui D’Alfonso parlava ai microfoni delle tv locali senza che nessuno gli facesse un domanda. E non si è mai capito se perché nessuno capiva ciò che diceva o se perché nella maggior parte dei casi i giornalisti (e gli editori) erano sdraiati ai suoi piedi. A leccargli le scarpe. Mistero. 

Oggi i fenomeni candidati sono tanti e, vi assicuro, c’è da scompisciarsi dalle risate soprattutto per le presenze di transfughi di altri partiti.

Partiamo dai comici del centrodestra. Alcune ora fa il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, (ancora) ha messo su un incontro dei purissimi e azzurrissimi abruzzesi. Un incontro romano (tanto per cambiare) per scegliere le sorti dell’Abruzzo. Da Roma. Alla cena, rigorosamente vegetariana, c’erano tutti quelli che hanno contribuito allo sfacelo del partito abruzzese: Nazario Pagano, Mauro Febbo, Antonio Martino, Umberto Di Primio, Lorenzo Sospiri, Paolo Gatti Tiziana Magnacca. Dice, vabbè, però i rappresentanti saranno andati a Roma a battere i pugni sul tavolo per far rinsavire nonno Silvio e farlo tornare sui propri passi circa l’appoggio alla candidatura di un rappresentante di Fratelli d’Italia. E, in effetti, c’hanno provato ma Berlusconi ha risposto picche. Dice, quindi lo stato maggiore abruzzese si sarà alzato e avrà preso il primo treno per Pescara? Manco per niente, sono rimasti a gustare i piatti vegetariani romani. 

Il centrodestra fa scompisciare anche per i candidati finiti nelle liste della Lega. Giusto per citare qualche esempio, per il Collegio di Chieti alle prossime consultazioni regionali sono 8 i candidati della Lega. Corrono per le elezioni regionali il sindaco di Cupello Emanuele Marcovecchio e l’assessore all’ambiente del Comune di Chieti Alessandro Bevilacqua. Quest’ultimo si dice convinto “del valore della squadra” al punto d’impegnarsi fin da subito per “dare nuovo vigore all’Abruzzo e alla provincia di Chieti”. Come? Presto detto:“intercettando i fondi dell’UE”. Quando era in Forza Italia, evidentemente, Bevilacqua non è riuscito a intercettare nemmeno un finanziamento (forse) per la sua città visto che è stato Consigliere comunale dal 2005 al 2010 e dal 2010 al 2015 assessore della Giunta Di Primio. Altro salto nel carro del vincitore è stato fatto da Sabrina Bocchino, passata da portavoce de La Destra a Vasto, e all’epoca in lista al Senato, alla Lega. Arriva poi tale Annartia Guarracino, ex An, e, udite udite, il sindaco di Orsogna Fabrizio Montepara passato dalla Democrazia cristiana a Forza Italia, Pdl e Lega. Ora dice è tempo “d’incidere sul cambiamento della Regione”. Auguri.

Passando al versante 5 stelle, il Movimento pare non aver capito i motivi della ‘scoppola’ ricevuta alle passate elezioni e ci riprova (a prendere la scoppola) ricandidando a presidente di Regione l’imbarazzante (politicamente) Sara Marcozzi. La consigliera regionale è stata “eletta” alla seconda Regionaria del Movimento 5 stelle. Le prime elezioni, infatti, furono sospese senza motivo. Annunciate in pompa magna l’appuntamento dato agli elettori era per votare, rigorosamente online sulla piattaforma Rousseau, il candidato governatore alla Regione Abruzzo che avrebbe dovuto correre contro gli altri schieramenti in vista delle prossime elezioni. A differenza delle regionarie di Basilicata, Sardegna, Trentino e Alto Adige, in Abruzzo qualcosa durante le votazioni andò storto tanto che sul Blog delle Stelle apparve uno striminzito comunicato:“la votazione per le regionarie per la lista del MoVimento 5 Stelle in Abruzzo è stata sospesa e rinviata”. Alle seconde Regionarie l’unico candidato che avrebbe potuto dare una spinta decisiva e portare alla vittoria il Movimento grillino fece un passo indietro: Domenico Pettinari, il più votato in provincia di Pescara. E a ragione visto che ha impersonato, dai tempi in cui dei grillini non vi era traccia, la vera anima del Movimento con le sue battaglie contro criminalità organizzata e spaccio. Marcozzi, comunque, va avanti con il solito mantra: taglio dei vitalizi, blocco di tutti i Project financing e tagli ai costi della politica. Un futuro presidente di Regione che vuole “attivare delle politiche del lavoro, delle politiche di sviluppo del turismo, delle politiche che guardino al benessere dei cittadini abruzzesi, al miglioramento dell’offerta sanitaria e delle infrastrutture. In sintesi, restituire dignità a questa regione”. Con quali soldi? Ah…con il taglio dei vitalizi. Vabbè.

Dunque, si arriva ai candidati di Fratelli d’Italia che, da tempo, dovrebbero fornire il nome del proprio candidato appoggiato da tutta la coalizione di centrodestra. La risposta è stata quella di proporre ben undici persone. E, ovviamente, hanno litigato tra di loro tanto da non mettersi ancora d’accordo sul nome. Intanto, anche Fdi continua a imbarcare personaggi che hanno a cuore le sorti dell’Italia (se ce l’avessero comprerebbero un biglietto solo andata). Gli ultimi in ordine di l’onorevole Massimo Verrecchia e il sindaco di Celano, Settimio Santilli.

E il Pd? L’unica possibilità di tenere le percentuali a due cifre è quella della candidatura dell’ex Vicepresidente del CSM, Giovanni Legnini che, a breve, potrebbe sciogliere le sue riserve.

Vuoi vedere che, alla fine, sarebbe l’unico candidato espressione del territorio?

 

antonio.delfurbo@zonedombratv.it

329.3526266

Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *