Elezioni: il Comune di Chieti non ha soldi per pagare i dipendenti e invita gli scrutatori a distribuire i pacchi delle schede nei seggi

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Nella città di Achille accade anche questo. E, dati i precedenti, andrà sempre peggio. Poco importa se il Comune è in difficoltà economiche: i dipendenti se ne restano a casa se non vedono sul conto l’accredito dell’ente comunale.

Era accaduto già a marzo con la Teateservizi che pensò bene di bloccarsi, per l’ennesima volta tra l’altro, facendo rimanere il cimitero di Sant’Anna senza beccamorti. Cosicché, la società a completo capitale pubblico di 100milioni di euro, lasciò le famiglie dei morti abbandonati per strada. Il motivo: il Comune non riuscì a fare in tempo il bonifico bancario di 80 mila euro di stipendi per i 40 dipendenti che, tra i vari compiti, ha anche quello di gestire il cimitero. E l’assessore Marco D’Ingiullo dovette anche giustificarsi:”a fine febbraio si sono accumulati diversi pagamenti e non si è fatto in tempo a trasferire i soldi in banca”. Ma i dipendenti pubblici non transigono: soldi o non se ne fa nulla. E non c’è morto che tenga.

E stamattina è riaccaduto qualcosa di simile. Nei giorni scorsi il sindaco Umberto Di Primio pare abbia detto che non ci sono soldi in cassa per gli stipendi. I lavoratori, a quel punto, hanno rispedito al mittente la richiesta del primo cittadino di distribuire, per i vari seggi, i pacchi di schede elettorali per le votazioni del 25 maggio.

È pensabile mantenere carrozzoni pubblici se la realtà è che nelle casse pubbliche non ci sono soldi?

ZdO

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