Equitalia, vessatore della povera gente ma non dei colletti bianchi

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L’organo esecutivo dello Stato per la riscossione dei tributi aveva una lunga lista di nomi a cui non si poteva e non si doveva fare nulla. Tutti schedati in una lista che potevano dormire sonni tranquilli.

L’organo esecutivo dello Stato per la riscossione dei tributi aveva una lunga lista di nomi a cui non si poteva e non si doveva fare nulla. Tutti schedati in una lista che potevano dormire sonni tranquilli. “Mentre da una parte Equitalia vessa i cittadini – scrive Grillo sul suo blog – con la scusa dell'”evasione fiscale”, toglie il pane di bocca alle vecchiette, l’appartamentino alle famiglie e i macchinari alle aziende, dall’altra parte esiste una lista di intoccabili che mai riceveranno cartelle esattoriali e di cui Equitalia è obbligata a disinteressarsi”. Esiste addirittura un file chiamato “Disco per l’estate”, essendo conservato addirittura su CD. Come riporta il ‘Corriere.it’ l’elenco era in mano a Paolo Oliverio, arrestato con l’accusa di aver riciclato soldi della ‘ndrangheta. “Il suo archivio svela i rapporti riservati con alti prelati – scrive il quotidiano online – funzionari dell’ intelligence, militari della Guardia di Finanza, imprenditori e politici”. Oliverio, che avrebbe pilotato nomine e affari dell’ordine religioso dei Camilliani, era in realtà il commercialista di fiducia di esponenti delle istituzioni e uomini d’affari ma anche – sostiene l’accusa – il “riciclatore” dei soldi della ‘ndrangheta e di alcuni esponenti della criminalità romana. Nei suoi file, penne usb e hard disk ci sarebbero nomi eccellenti tant’è, che al momento dell’arresto e mentre gli portavano via i computer, disse:”Se li aprite viene giù l’Italia”. Alcuni dei nomi sono già trapelati: Paolo Berlusconi, Claudio Lotito, Marco Squatriti, Lorenzo Borgogni. Con gli ultimi due, Oliverio, avrebbe tentato scalate finanziarie a suon di milioni di euro per ripulire soldi ‘sporchi’. Per ricattare le istituzioni Oliviero e i suoi ‘soci’ si sarebbero serviti di “uomini della ‘ndrangheta calabrese della banda della Magliana e di personaggi facenti parte di logge massoniche coperte oltre ad autorevoli prelati”. Dentro ci sarebbero nomi come Flavio Carboni e con il boss Ernesto Diotallevi che avrebbe concluso con il commercialista affari immobiliari da centinaia di migliaia di euro. Dagli atti processuali risulta – sempre secondo il Corriere.it – legami con il parlamentare del Nuovo centrodestra Alessandro Pagano e con l’ex senatore pdl Sergio De Gregorio, sotto processo a Napoli per la compravendita dei parlamentari insieme a Silvio Berlusconi. Uomo di collegamento fra i due era Giuseppe Joppolo che curava i rapporti di De Gregorio con forze dell’ordine e forze armate e proprio per questo sarebbe entrato in contatto con Oliverio. In mezzo a questa orgia di affari sporchi ci sono anche affiliati dei servizi segreti che avrebbero usato Oliverio come informatore e per intercettazioni illecite. Legami anche con la Guardia di Finanza “tanto da poter orientare verifiche fiscali su imprenditori e grandi società. Ma anche poter influire sull’attività di ispettori di Equitalia”. Dai Camilliani:”il professionista aveva ottenuto una procura speciale per la gestione degli appalti in Campania, Calabria e Sicilia. Si occupava delle commesse e sarebbe riuscito a trasferire fondi all’estero, in particolare in Romania, attraverso un meccanismo che – accusa il Gico della Guardia di Finanza – prevedeva «l’effettuazione di bonifici giustificati da una causale fittizia, compatibile con il mondo camilliano, in modo che il beneficiario, ottenuta la disponibilità in conto, poteva prelevare il contante accreditato all’estero e ottenere in Italia la consegna contante di pari importo attraverso una sorta di compensazione”. 

Beppe Grillo affonda la lama:”Il compito di Oliverio era spingere per sospendere la cartelle esattoriali dei soliti noti. Si chiamano “sospensioni fittizie” e si possono fare, determinare con una password che solo i dirigenti di Equitalia hanno. In pratica viene fermato il processo tributario e la lavorazione delle cartelle esattoriali che scaturiscono dall’accertamento”. Grillo si chiede:”Cos’altro deve succedere perché ci si renda conto che Equitalia va chiusa e che bisogna ridefinire tutto il sistema della riscossione tributaria? Oltre ad essere uno strumento vessatorio nei confronti dei comuni cittadini, il carrozzone mangiasoldi guidato dall’ineffabile Attilio Befera è un verminaio di interessi inconfessabili a cavallo tra politica, economia, mafia e pezzi di Stato che tramano nell’ombra”. Quindi annuncia un’azione politica:”Il M5S sta preparando un atto ispettivo per chiedere conto al Governo di questa situazione. Cosa fa il MEF? Saccomanni dorme?
 Il Ministero dell’Economia deve rispondere. In particolare, vogliamo sapere com’è possibile che Equitalia possa imperversare a piacimento tra i cittadini che non contano nulla (e spesso devono allo Stato cifre irrisorie) mentre i “pezzi da 90” vengono lasciati a cantarsela in santa pace. 

Antonio Del Furbo

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