Fara San Martino/Gran Fondo, Tavani:”Mio padre, uomo onesto”

Zone di Speranza

La 17° Granfondo Ciclistica Fara San Martino – XV Memorial Levino Tavani, è stata organizzata sotto l’egida della Uisp e dal Cicloclub Hotel del Camerlengo di Fara San Martino. La manifestazione è valsa come prova del Circuito ‘Centroitalia Tour’ e del ‘Circuito del Sole’ e ha voluto ricordare l’uomo simbolo del comune farese: Levino Tavani.

 

La manifestazione si è svolta l’8 giugno nel territorio del Parco nazionale della Maiella. La gara ciclistica, riservata ad amatori, si è svolta su due percorsi: uno corto, di 106 km e uno lungo, di 133 km, aperti a tutti gli enti della consulta. Da Fara San Martino ha attraversato le spettacolari gole di San Martino, le sorgenti d’acqua, l’antico Torrione e il magnifico quartiere antico di Terra Vecchia.

 

Un percorso che si è snodato quasi completamente nel cuore del territorio del Parco Nazionale della Majella, attraversando vere e proprie valli incantate toccando i centri di Fara San MartinoLama dei PeligniPalena, PescocostanzoCansanoCampo di Giove, per poi riscendere a CasoliI vincitori sono stati Antonio Borrelli per la Gran Fondo e Antonio Giannetti per la Medio Fondo

CHI ERA LEVINO TAVANI 

Per sapere chi era l’uomo che ha ispirato questo evento, abbiamo chiesto ad Antonio Tavani di tracciarci un profilo di suo padre, Levino.

Perché un Memorial a suo padre?

Mi è sempre piaciuto che papà venisse ricordato, era un uomo di azione, e lo sport è un buon veicolo per l’azione

Chi era Levino Tavani?

Una persona straordinaria. Orfano di padre a 4 anni con la quinta elementare ha costruito attività imprenditoriali lungimiranti e durature, due esempi per tutti: Delverde e Camerlengo 

Quali caratteristiche lo distingueva?

Intelligenza, onestà, modernità

Che padre era?

Presente ogni minuto della vita senza incontrarlo per tante ore durante la giornata.

Cosa ricorda di lui?

Che parlava poco, sapeva ascoltare, e insegnava con il suo esempio

Fara San Martino, la sua terra…

Che rapporto aveva con la moglie?

Normale. Assolutamente sereno

Quanto c’era di umano nella sua azienda?

Ogni aspetto

Un’impresa famigliare lontana dai modelli attuali di fare impresa

Direi di si, quasi tutti i dipendenti di papà sono stati con noi fino alla fine, erano parte dell’impresa

 

Fara San Martino la sua terra…

Lì nacque, soffrì, visse, sfidò, vinse, perse e gioì. Soffrì e sorrise fino all’ultimo istante. Lì sarà ricordato per sempre. E non solo dai suoi estimatori. Profondamente innamorato della sua terra malgrado lo spostamento forzato per lavoro prima a Venafro, poi a Chieti Scalo. E proprio a Chieti aveva realizzato 13 appartamenti che diceva dovevano essere la sua pensione e dove aveva fatto crescere i suoi tre figli. Fara per lui era il chiodo fisso però. La poliica, l’amministrazione comunale fino al 1984, la sfida Delverde corse nel 1968 a soli 38 anni, poi il regalo ai compaesani del suo albergo nel 1977. 

Cosa direbbe Levino della Fara di oggi?

Non lo so, me lo chiedo spesso.

 

ZdO

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