GATTI E CHIODI PRESENTANO “LAVORARE IN ABRUZZO 3”. NONOSTANTE IL “DISTURBATORE”

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Più di 600 sono le assunzioni a tempo indeterminato grazie al progetto dei bonus assunzionali promossi dalla Regione Abruzzo con fondi europei. 

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In un clima da campagna elettorale Gianni Chiodi e Paolo Gatti hanno annunciato i risultarti positivi ottenuti con il progetto “Lavorare in Abruzzo 3”. Più di 600 sono le assunzioni a tempo indeterminato riferibili ai bonus assunzionali promossi dalla Regione Abruzzo con fondi europei. In particolare sono 859 i lavoratori beneficiari, 75 le aziende finanziate, 8 milioni gli euro di risorse impegnate. «Il modello scelto dall’Abruzzo, ha sottolineato l’assessore al lavoro Paolo Gatti, è stato decisivo nel contrastare i danni della crisi». Le tre edizioni hanno creato 3878 opportunità di lavoro con un investimento totale di 61 milioni di euro.

Critiche al governo Letta

Sia il presidente Chiodi che l’assessore Gatti sono stati critici con le scelte fatte dall’esecutivo Letta in termini di scelte strategiche per incentivare il lavoro. «Provvedimento inefficace figlio di una logica assistenzialista che non è più possibile praticare». Queste le prime parole del presidente della regione a margine della conferenza stampa di questa mattina.  «Il pacchetto lavoro è per me una delusione totale – attacca Chiodi – che parte da un’ipocrisia di base: e cioè che i giovani non trovano lavoro perché sono giovani; in realtà, i giovani non trovano lavoro perché non c’è lavoro e quindi il governo deve mettere in campo tutti gli strumenti necessari per incidere in maniera più radicale sulle politiche del lavoro e sull’occupazione. E lo deve fare dando competitività’ a questo Paese, riducendo il costo del lavoro, le tasse e eliminare la spesa pubblica improduttiva. In poche parole, il superamento delle resistenze corporative che ingessano il mercato del lavoro». Un duro attacco ai sindacati che minano lo sviluppo del paese e contro cui bisogna intervenire in maniera decisa scoperchiando gli interessi della lobby. 

Il disturbatore definitosi giornalista

A fine conferenza stampa è stata data la possibilità ai giornalisti di porre domande e chiarimenti sull’argomento. Dalla platea ha chiesto la parola un giornalista (definitosi tale) per porre alcune critiche sul bando. Sostanzialmente l’uomo ha tenuto a precisare che le grandi aziende sono quelle più avvantaggiate e i contributi sarebbero dovuti essere redistribuiti meglio privilegiando le piccole aziende. Riflessioni legittime a cui però sono state date risposte dettagliate dimostrando che in realtà le cose non stanno così. Ma chi era il disturbatore che tranquillamente è entrato nella conferenza stampa della sala regionale di viale Bovio a Pescara? Non era né un giornalista né un blogger ma bensì il braccio destro, sinistro e centrale di Luciano D’Alfonso: Daniele Scorrano, consigliere Pd al Comune di Montesilvano. Chi avrà inviato il buon Scorrano nell’aula regionale a contestare la maggioranza? 

di L’intruso

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