GIANNI CHIODI OSTAGGIO DELLA DIRER, IL SINDACATO DEI DIRIGENTI REGIONALI

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La Direr, il sindacato piu’ rappresentativo dei dirigenti e dei quadri regionali, esprime, in una nota a firma del segretario regionale Silvana De Paolis, «viva protesta per la totale confusione che ormai governa la macchina regionale e ribadisce che non è piu’ tollerabile una riorganizzazione non condivisa delle direzioni regionali e l’attuale sistema arbitrario di conferimento degli incarichi dirigenziali».

Il sindacato diffida quindi l’amministrazione regionale a provvedere senza indugio e in maniera definitiva all’affidamento delle funzioni a tutti i dirigenti di ruolo attualmente senza incarico; a sospendere nuove assunzioni di personale dirigenziale ed affidamenti d’incarichi esterni; a revocare altresì i doppi incarichi ad interim; ad utilizzare tutte le professionalità presenti nell’ente nel rispetto dei principi della spending review e della dignità e del ruolo di ciascun dirigente; a rendere pubblico e trasparente il sistema per il conferimento degli incarichi dirigenziali. La Direr ribadisce che il diritto all’incarico è sancito dalla legge e dai contratti nazionali e che lo stesso Contratto Decentrato Integrativo prevede che entro 60 giorni, la Giunta deve provvedere ad affidare gli incarichi ai dirigenti di ruolo sprovvisti; evidenzia, inoltre, che mantenere i dirigenti senza incarico comporta danni erariali con conseguente responsabilità contabili, oltre che essere lesivo della professionalità e della dignità della classe dirigenziale. Attualmente – osserva Silvana de Paolis – molti dirigenti sono senza incarico, a seguito della scellerata politica di riorganizzazioni delle direzioni della Giunta regionale, altri dirigenti si trovano in situazione di esubero e messa in disponibilità dagli Enti regionali. Il caso della dottoressa Andreola è emblematico della gestione caotica Chiodi-Carpineta. La dott.ssa Andreola è stata tenuta senza incarico nè funzioni dirigenziali – ricorda il sindacato per ben 8 mesi, nonostante le sue numerose richieste confortate dalle proteste della Direr, ricordando che la stessa, seppure indagata, non può essere considerata colpevole sino a sentenza passata in guidicato, e che pertanto ha diritto di continuare a lavorare. Finalmente nella scorsa seduta la Giunta regionale ha attribuito alla dott.ssa Andreola l’incarico della Struttura Supporto Stampa, suscitando molteplici polemiche, anche da parte dell’Ordine dei Giornalisti. Per ristabilire la verità precisiamo che con Delibera n. 511 del 3/8/2012 a capo della Struttura di Supporto Stampa, nelle more della ridefinizione della struttura organizzativa è stata prevista la figura di “dirigente senza specifica professionalita’” e tale previsione non pare in contrasto nè con la legge regionale n.22 del 14/3/75, peraltro superata dalla L.R. 77/99, nè con la Legge 150/2000, peraltro mai recepita dalla Regione, anche in considerazione del fatto che attualmente nella Struttura di Supporto Stampa lavorano 7 giornalisti tutti professionisti di cui ben 3 capo-ufficio. D’altra parte – commenta infine il sindacato – l’incarico fino ad ora è stato affidato ad interim ad un direttore che comunque non aveva titoli giornalistici.

LEGGI E SINDACATI CONTRO LO SNELLIMENTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Nel comunicato diffuso dal sindacato dei quadri e dirigenti regionali, ci sono parole pesate, taglienti e che non permettono una via d’uscita. La Direr evidenzia, ribadisce, osserva, prevede, stigmatizza, accusa e fornisce numeri. Ribadisce che i suoi iscritti sono tutelati da svariati articoli di legge per cui è come se dicesse alla Regione: occhio a non farci incazzare che siamo pronti ad andare dal giudice. La De Paolis a forza di fornire numeri e leggi ha forse perso il senso della realtà. In effetti ha persino difeso la signora Andreola che, poverina, è stata tenuta senza incarico per ben 8 mesi. Il sindacato, a leggere le parole della De Paolis, forse ora ricorrerà alla Corte di Giustizia Europea o al Tribunale dell’Aia per i diritti negati alla Andreola. La De Paolis dimentica o fa finta di dimenticare di cosa è accusata la sua collega. La De Paolis non conosce l’opportunità di un momento, a lei interessa, Costituzione alla mano, sistemare gli affari personali e contrattualistici di tutti gli associati al sindacato, il resto ha valore pari a zero. Fermi voi cittadini che avete letto il nostro commento di ieri sull’Andreola: non armatevi di forconi e bandiere e non recatevi sotto casa della funzionaria perché la De Paolis potrebbe stigmatizzare il vostro comportamento. Una coscienza civile vorrebbe che la De Paolis tacesse in certe occasioni e ci facesse ascoltare il canto delle poche rondini rimaste a primavera.

 

di Antonio Del Furbo

 

 

 

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