Giovanni Legnini ufficializza la sua corsa a governatore. In molti scendono dal carro del perdente per salire su quello del vincitore

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L’ex vicepresidente del Csm ha dato bordate pesanti al suo rivale e governatore uscente, Luciano D’Alfonso. Lo ha fatto dall’ex Cofa di Pescara, nel corso di un incontro con i 162 sindaci abruzzesi che avevano raccolto le firme per convincerlo a scendere in campo.

di Antonio Del Furbo

“Dell’eredità prenderemo tutto ciò che c’è di buono e ce n’è, ma cambieremo tutto ciò che c’è da cambiare. I cittadini e gli amministratori ci chiedono di cambiare e noi abbiamo il dovere di cambiare.” Così Giovanni Legnini ha iniziato la sua arringa sul palco (un po’ impacciato a dir la verità) con l’invito ai presenti di “scrivere una pagina nuova per questa regione per volare alto e guardare al futuro”.

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Il dato politico importante è che Legnini vuole iniziare un percorso nuovo che spalanchi le porte al centrodestra e accolga i delusi del Movimento 5 stelle:“un campo largo, nell’ambito del perimetro delineato dai valori della Costituzione, dai valori fondativi del diritto dell’uomo e dai valori della democrazia rappresentativa”. 

Cosa fare?

L’impegno è quello di “varare una nuova legge per conferire poteri effettivi al Consiglio delle Autonomie locali (Cal)” “istituire un canale di comunicazione diretto con i sindaci, utilizzando la tecnologia digitale e ogni altro mezzo, per far sì che le vostre proposte, critiche e istanze siano esaminate e se fondate accolte”.

Come farlo?

“Richiederò un forte sacrificio ai partiti, questo voglio dirlo con chiarezza”disse Legnini qualche settimana fa quando la sua candidatura era ufficiosa. “Quindi queste sono le condizioni necessarie ed imprescindibili perché la mia candidatura prenda forma e inizi l’impegno elettorale, se ciò non dovesse verificarsi, seguirò i consigli di persone e amici a me vicini che mi invitano a proseguire nel percorso istituzionale proficuo avviato da qualche anno”. Traduzione: qui comando io e decido chi far entrare nel governo regionale. E come la mettiamo con un eventuale Giorgio D’Ambrosio, collettore di voti impressionanti? Oppure con un’altra serie di personaggi che sono intervenuti alla sua presentazione e che, sicuramente, rivendicheranno qualcosa in cambio di voti?

Questa mattina abbiamo incontrato alcuni uomini che gironzolavano nella sala. Alcuni esponenti di lungo corso, altri che hanno oscillato da un carro all’altro.

Gianni Teodoro. O meglio: il cavalier Gianni Teodoro. Politico prima ‘fidanzato’ con il centrosinistra, poi con il centrodestra, con una lista che porta il suo cognome. Teodoro fu al centro di polemiche per il lancio in politica della figlia Veronica come assessore al Comune di Pescara a soli 17 anni. Teodoro fu vicesindaco della prima amministrazione D’Alfonso (centrosinistra) e poi al fianco di Luigi Albore Mascia (centrodestra).

Giuseppe De Dominicis è un altro esponenente della sinistra che, evidentemente, ha campato di pane e politica. Lunga militanza nel Partito comunista e poi l’approdo nel Partito democratico. Nel 1999 e nel 2004 fu eletto per ben due volte Presidente della Provincia di Pescara. Un nuovo incarico arriva con la nomina a Presidente regionale dell’UPI Abruzzo e della Lega autonomie, organismo associativo di enti locali. Finita l’esperienza in Provincia, viene nominato Commissario ad Acta per l’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina.

Ernesto Grippo è l’ex Comandante della Polizia Municipale di Pescara che finì al centro di un’inchiesta che lo vide imputato dei  reati di abuso d’ufficio e maltrattamenti nei confronti di un funzionario della polizia municipale. Grippo ha lavorato a Pescara fino ai Giochi del Mediterraneo per la stima che l’allora sindaco D’Alfonso nutriva nei suoi confronti.  

Marco Presutti è stato portavoce di Luciano D’Alfonso. Anche lui finì al centro di un’inchiesta con le accuse di truffa, peculato e associazione per delinquere perché per i pm “su incarico di D’Alfonso avrebbe distratto fondi per la pubblicità istituzionale” e anche “dirottato il materiale di cancelleria presso le sedi del Pd o della Margherita”

Mario Amicone è stato esponente di spicco della politica abruzzese. Recentemente ci fu una polemica su una sua contestazione riguardo un vitalizio che, a suo dire, gli sarebbe spettato. La Corte dei conti respinse, però, il ricorso dell’ex direttore Arta, ora pensionato, ed ex consigliere e assessore regionale nell’Unione di centro. Amicon è stato sindaco, componente del Comitato di gestione della USL n. 4 di Chieti, Commissario del Consorzio Asi Val Pescara, Consigliere della Provincia di Chieti, Assessore Regionale con delega ai Trasporti, Consigliere Regionale e Direttore generale dell’Arta.   

Mario Pupillo è sindaco di Lanciano (Ch) e, come se non bastasse, presidente della Provincia di Chieti. Politico di lunga data che è riuscito a far rimanere comuni isolati perché incapace di ottenere fondi per le strade.

Giorgio D’Ambrosio è un altro esponente di spicco del Pd abruzzese.È stato parlamentare, sindaco di Pianella, presidente  dell’Ato, segretario regionale dello Psi, consigliere comunale decaduto per effetto della legge Severino dopo una condanna per peculato, presidente della Ecologica srl. Nel 2012 venne coinvolto come indagato in un’inchiesta sulla presunta compravendita di esami presso l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. La Procura della Repubblica ritenne che D’Ambrosio comprò la laurea in Economia a Management con l’aiuto del professore Panzone, professore in seguito arrestato per corruzione e falso ideologio il 5 marzo 2014.

Giovanni D’Amico è ex assessore della giunta Del Turco. Forse oggi in cerca di qualche incarico in un probabile governo Legnini, D’Amico ricevette una condanna per diffamazione nei confronti di un maresciallo dei carabinieri di Morino. I fatti risalgono al febbraio del 2011 e riguardano la vicenda di un immobile del Comune di Morino – una ex scuola – che il maresciallo dei Carabinieri si sarebbe aggiudicato in un’asta pubblica. L’amministrazione guidata per l’appunto da D’Amico, adottò un’apposita delibera con la quale si revocava la vendita dell’immobile, aggiudicato a una cifra di 52mila euro, giustificando il gesto con motivi di interesse pubblico.

Gianni Melilla  è stato eletto deputato nell’XI Legislatura nel 1992; nel 1995 è eletto consigliere regionale dell’Abruzzo e rieletto nel 2000 e nel 2005. È stato Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Presidente della commissione Bilancio e della Commissione Statuto dal 2005 al 2008. È stato Presidente del Gruppo DS dal 2000 al 2005. Nel 1998 è il candidato sindaco di Pescara per la coalizione di centrosinistra, sconfitto al primo turno dal sindaco uscente Carlo Pace. Dal 2003 al 2008 è Presidente del Consiglio Comunale sempre della città adriatica. Al congresso dei DS del 2007 aderisce alla mozione “A sinistra e successivamente al nuovo movimento Sinistra Democratica ricoprendo il ruolo di segretario regionale dell’Abruzzo. Nel 2010, con Sinistra Democratica,confluisce nel partito Sinistra Ecologia Libertà ricoprendo in Abruzzo il ruolo di coordinatore regionale fino al 2014. Alle elezioni politiche del 2013 è candidato nelle liste di SEL e rieletto deputato. In seguito allo scioglimento di SEL, Melilla decide di non aderire a Sinistra Italiana. Il 6 marzo 2017 lascia il gruppo di Sinistra Italiana e aderisce al Movimento Democratico e Progressista.  

Giovanni Lolli ha una carriera politica lunghissima che parte dal 1976 quando è stato eletto segretario regionale della sezione abruzzese della Federazione Giovanile Comunista Italiana e arrivare a essere deputato ed entrare nel governo Prodi come sottosegretario allo Sport. In seguito alle dimissionidi Giovanni Legnini dalla carica di deputato, gli subentra come deputato. Il 10 agosto 2018, in seguito alle dimissioni di Luciano D’Alfonso dalla carica di Presidente dell’Abruzzo, ne assume l’incarico ad interim.

Luciano D’Amico è rettore dell’Università di Teramo, è stato coinvolto in un’inchiesta per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, per il doppio incarico anche come presidente di società regionali dei trasporti.

Insomma, molte mediazioni dovrà fare il candidato presidente del centrosinistra, Giovanni Legnini, se vorrà trovare la quadra per governare la regione. Vedo, sinceramente, molto lontana la possibilità di portare un vento giovane e nuovo in Abruzzo con gente che scende e sale continuamente dai carri.

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