Giustizia: verbali stravolti e denunce ai giudici

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“Ho incontrato il Magistrato Sergio Amato della Procura di Napoli in merito ai reati denunciati contro un’associazione di tipo mafioso composta da più di 40 giudici, magistrati e altri, che per proteggere un maltrattatore e abusatore di minore in amicizia con un ex Procuratore Capo, hanno cercato di far rinviare a giudizio per calunnia chi ha denunciato gli abusi e tutti i reati commessi da giudici e magistrati”.




A parlare così è Francesco Carbone di Governo del popolo, un’associazione che si batte per una giustizia giusta e che supporta le vittime di processi che non sempre seguono un iter ordinario. L’associazione promuove, tra l’altro, l’elaborazione di strategie di lotta non violenta contro l’infiltrazione mafiosa e corruttiva all’interno della pubblica funzione.

E, proprio Carbone, dopo aver reso noto i nomi degli oltre 40 giudici denunciati per “sabotaggi di procedure” al fine di “favorire singoli criminali o intere associazioni a delinquere anche di tipo mafioso” rende pubblica, sulla propria pagina Facebook, una storia accaduta a una propria assistita.

“Dopo aver partecipato in qualità di Presidente dell’associazione a tutela della nostra socia alle ultime udienze penali celebrate dal Gup di Salerno” spiega Carbone “ho dovuto finanche chiamare un poliziotto per far mettere a verbale d’udienza i reati commessi dallo stesso Gup e dal Pm (falso ideologico, frode processuale, omessa denuncia aggravata da parte del pubblico ufficiale e concorso in associazione a delinquere di tipo mafioso) dopo un colloquio di circa mezzora dove facevo presente oltre ad averlo scritto in denuncia, che la minore da tre anni si trova affidata al proprio carnefice e che con urgenza dovevano provvedere a mettere in sicurezza la bambina”.

La ragazza, secondo il presidente dell’associazione, sarebbe stata, appunto, ‘riconsegnata’ nella mani di chi le ha usato violenza. Dunque, Carbone, secondo la propria ricostruzione, avrebbe denunciato alla procura di Napoli la vicenda. Inoltre, racconta ancora il presidente dell’associazione, “il 21 giugno ci recavamo a ritirare copia dei verbali d’udienza al Tribunale di Salerno rendendoci conto che erano stati alterati e che riportavano dichiarazioni che non corrispondevano al vero visto e considerato che avevamo registrato integralmente le udienze. Recatomi in questura a Salerno il Funzionario ci dice che nulla può fare se non prendere l’ennesima denuncia e inviarla alla Procura di Napoli per competenza. Allora ci siamo recati direttamente a Napoli per parlare con il Pubblico Ministero Sergio Amato che nel frattempo nulla aveva fatto per mettere in sicurezza la bambina, porre in arresto i rei e salvaguardare le prove disponendone il sequestro.
Per fortuna che avevamo registrato l’intera udienza in quanto i verbali sono stati stravolti.”

Il fascicolo d’inchiesta sarebbe stato classificato come modello 45 ovvero a “fatti non contenti alcun tipo di reato” utilizzato esclusivamente per le denunce per smarrimento di carta d’identità.

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