Guerra a Equitalia: rinegoziazione del debito anche per ingiunzioni fiscali

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Nel frattempo che Equitalia sparisca del tutto, come annunciato dal premier Matteo Renzi, si moltiplicano gli emendamenti e le proposte di legge per rendere la vita fiscale dei cittadini più semplice e men gravosa.

Il primo ministro ha assicurato che “entro l’anno arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini”. Ciò non vuol dire che le pendenze debitorie non verranno pagate ma ad occuparsene ci sarà una branca dell’Agenzia delle Entrate.

L’intenzione del Governo è quello di dare un volto al riscossore dei tributi e puntare a un rapporto di vera collaborazione tra le due parti e che la stessa Equitalia ha già recepito ed evitare la chiusura. Un esempio ne è il lancio dell’app Equiclick, reso disponibile sugli store da poche ore.

Intanto in Parlamento, al fine di accelerare tale processo, vari parlamentari, da destra a sinistra, stanno lavorando da mesi a emendamenti e proposte di legge.

“Nei giorni scorsi ho presentato un emendamento al DL Enti Locali, in discussione in commissione Bilancio alla Camera, che, una volta approvato, permetterà a circa centomila cittadini di poter rateizzare i propri debiti con Equitalia per un ammontare di 3,6 miliardi di euro”.

A riferirlo è stato Antonio Castricone, deputato abruzzese del PD, nel corso dell’esame in commissione Bilancio della Camera, del Dl Enti Locali. Con Castricone ha lavorato anche Rocco Palese dei Conservatori e riformisti.

“La norma – aggiunge Castricone – permetterà a chi non è riuscito a rispettare i pagamenti nei confronti della società di riscossione di poter accedere nuovamente, e per un periodo più lungo, al piano di rateizzazione. Stiamo parlando di cifre superiori ai 3 miliardi di euro, cifre che potrebbero dare un po’ di respiro alla nostra economia. Mi auguro, adesso, che l’emendamento venga approvato in commissione Bilancio e diventi presto legge dello Stato”.

La volontà è quella di permettere la rateizzazione dell’importo anche se, nel momento in cui si è avanzata la richiesta, le rate scadute alla stessa data non sono state integralmente saldate. La nuova richiesta di rateazione andrebbe presentata, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

Per ciò che riguarda i contribuenti che non hanno, invece, ricevuto ancora cartelle esattoriali, per loro si è pensato di estendere le tempistiche di rateizzazione sino a 72 mesi e, laddove vi siano i presupposti sino a 120 mesi. La modifica permette a tutti i contribuenti in difficoltà di chiedere la rateizzazione sin dall’avviso di accertamento e senza maggiorazione delle sanzioni (pari al 30%) e all’aggio dovuto ad Equitalia.

“Con l’emendamento – conclude il deputato PD – innalziamo anche la soglia economica (da 50 a 60 mila euro) entro cui il contribuente può ottenere la rateazione presentando anche una semplice domanda online. Non ci sarà bisogno di altra documentazione, basterà dichiarare la momentanea situazione di difficoltà economica. Senza dimenticare, infine, la possibilità di rinegoziare la durata della rateizzazione, in presenza di un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche del contribuente”.

L’emendamento, quindi, punta anche a semplificare il rapporto con il fisco chiedendo la rateizzazione senza dover dimostrare la situazione di temporanea difficoltà per debiti fino a 60mila euro.

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