Guida con telefono: quel vizietto mai perso degli autisti

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Avete mai provato l’ebbrezza di essere fermati dalla polizia o dai carabinieri mentre eravate al telefono senza auricolare? Per chi non lo sapesse, le conseguenze per gli automobilisti che guidano con una mano sola, sono pesantissime. E per gli autisti di bus? A quanto pare no.

di Antonio Del Furbo

Eppure gli autisti sono, intanto, dipendenti pubblici che paghiamo. Poi, sempre gli autisti, hanno una doppia responsabilità rispetto agli automobilisti: quella dei passeggeri. Con noi comuni mortali alla guida di utilitarie, invece, il braccio armato della legge ci va giù pesante con multe salate e ritiro di patente.

Il filmato che vi mostriamo è stato girato nell’area metropolitana di Pescara, nel tratto di strada che collega il capoluogo con l’aeroporto. Un utente, preoccupato della velocità e del fondo stradale completamente rovinato, ha preso lo smartphone documentando l’autista che con una mano guidava e con l’altra parlava al telefono.

Come mai l’autista era al telefono? Come mai non è stato fermato da, ad esempio, vigili che nella zona, spesso, sono presenti con velox?

Eppure la legge parla chiaro. Il comma 2 e 3 bis dell’articolo 173 del Codice della Strada recita:

“È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani)”. 

“Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa da pagamento di una somma da euro 161 a euro 646 e la decurtazione di 5 punti dalla patente. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio”.

Eppure, fino a non molto tempo fa, autisti e sindacati la scappatoia ce l’avevano in quanto, proprio nello stesso articolo 173 del CdS, gli autisti erano equiparati alle forze armate:

[nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi].”

La famosa legge del 13 febbraio 2012, n. 11 (Modifiche all’articolo 173 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di  uso  di  apparecchi  radiotelefonici  durante  la guida) ha però tolto l’equiparazione.

Così dopo i casi claomorosi come quello del conducente di un Bus romano che guidava con i gomiti mentre usava due cellulari, le cose sono cambiate. Forse. In Abruzzo, a quanto pare non proprio.

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