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Dopo la boutade di Sabina Guzzanti su Twitter sembra essere partita la gara al ‘tocco del fondo del barile’. La piena solidarietà dell’autrice de ‘La trattativa’ a Riina e Bagarella a quali è stato negato il diritto ad essere in aula per la deposizione di Giorgio Napolitano nell’ambito del processo sulla Trattativa Stato-mafia, autorizza un altro ‘segugio’ del pensiero ‘rivoluzionario’, a segnare un nuovo record di stupidità.

Solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto. I traditori nelle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi”. Questo il pensiero profondo cinguettato dalla Guzzanti alle 12.12 di ieri. Da lì un coro di proteste e indignazione sia sui social, sia sugli organi di stampa. Ma lei, in risposta agli attacchi, c’è andata ancora più duro:”Leggo molti ‘vergognati’ di gente che su questa vicenda non sa nulla. Ho fatto #latrattativa perché non dobbiate voi vergognarvi”. E ancora:”Le stragi sono state progettate all’interno delle istituzioni i mandanti sono colpevoli quanto gli esecutori”. A seguire arriva un’altra riflessione arguta di un simpatizzante dei Boss:”Perché secondo voi impediscono agli scagnozzi Riina e Bagarella di ‘vedere’ il boss?”.

Riina e Bagarella avevano espresso la volontà di assistere, in video conferenza, alla deposizione del Presidente della Repubblica al Quirinale prevista per il 28 ottobre. I giudici hanno però sollevato la questione dell’immunità per Napolitano autorizzando solo la presenza dei pm e degli avvocati difensori. Escluso anche Nicola Mancino che, secondo Massimo Ciancimino, sarebbe stato informato dal padre, Vito Ciancimino, di una trattativa tra pezzi dello Stato Italiano e Cosa Nostra all’indomani della Strage di Capaci del 1992. Della trattativa, probabilmente, sapeva anche Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992.

“L’esclusione non appare contrastare con le norme costituzionali ed europee”, ha dichiarato il presidente della Corte d’Assise, Alfredo Montalto, durante la lettura  dell’ordinanza presso l’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo. 

“Sono pentita ogni tanto mi dimentico di vivere in un paese di ipocriti collusi e parlo come se mi rivolgessi a persone libere” ha scritto in uno dei suoi ultimi post la Guzzanti.

Strano Paese quello in cui presunte menti ‘libere’ offrono solidarietà ad un boss mafioso condannato all’ergastolo per associazione mafiosa e omicidio dando degli ipocriti e collusi a chi, invece, esprime solidarietà alle vittime delle stragi.

ZdO 

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