I Dieci Comandamenti di Roberto Benigni (di qualche anno fa)

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Un successone il programma andato in onda su Rai uno lunedì e martedì scorsi. Il premio Oscar ha fatto man bassa di gradimento con oltre nove milioni di ascoltatori, più del 33% di share. Godibile anche il vecchio show che abbiamo scovato nei vecchi archivi Rai quando l’ex ‘piccolo diavolo’ sosteneva che i Comandamenti erano stati fatti per i ricchi come gli Agnelli.

I risultati la tv pubblica li ha portati a casa e non c’è che dire. 9.104.000 i telespettatori con oltre 16 milioni di contatti. Lui, il ‘toscanaccio’ che nonostante tutto qualche battuta sull’attualità se la lascia scappare e su Mafia Capitale commenta:”Siamo qui per parlare della Bibbia e non vorrei si finisse per parlare di Rebibbia”.

Il “palcoscenico – ammette – è per Dio, per l’amore, per la libertà”. Un artista, insomma, lontanissimo da quegli anni in cui definiva Giovanni Paolo II “Wojtylaccio” e da quel 1983, in cui in uno spettacolo a Reggio Emilia prese di mira proprio i Comandamenti. Gesto quest’ultimo che gli costò un processo e una condanna in primo grado per bestemmie e turpiloquio contro la Chiesa. Alla fine però fu assolto definitivamente. 

Un Benigni che oggi stupisce positivamente cardinali e vescovi e che Monsignor Paglia racconta di un uomo “cresciuto molto” e che lo ha portato  ad una “maturata consapevolezza che la sua arte è segnata dalla responsabilità verso chi lo ascolta”. Una maturazione che gli è costata moltissimo visto che gli è arrivata la telefonata anche di Papa Francesco.

“Onora il padre e la madre”, esordisce Benigni, che poi propone l’allargamento del comandamento anche ai nonni, “fondamento della famiglia”, e rispolvera il senso vero dell’onore, “una parola così bella ma oggi un po’ rovinata”. Un concetto, però, diverso da quello espresso durante la trasmissione con Pippo Baudo in cui era convinto che “il nostro Signore i Dieci Comandamenti lo ha fatto un po’ troppo a favore dei ricchi”. E aggiunge:”È facile onorare il padre e la madre con tutti i soldi che ti hanno lasciato”.

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 Sul settimo comandamento il Benigni del 2014 è ironico:”è un comandamento scritto ad hoc per gli italiani. Dio ci ha fatto un trattamento di favore – aggiunge Benigni – perché ha scritto questo comandamento proprio per noi italiani, è una norma ad personam, anzi pare lo abbia scritto direttamente in italiano. È quello al quale si obbedisce di meno, in Italia lo capiscono solo i bambini”.
Per il Benigni ‘d’annata’ invece il ricco non può rubare:”è tutto suo che ruba? Non è che Agnelli ha difficoltà…”.
 
ZdO 

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